I “paletti” della Ue per il Recovery Fund

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BRUXELLES Riforme per favorire la crescita economica, creare nuovi posti di lavoro e far fronte «alla transizione verde e digitale». La Commissione europea ha messo nero su bianco le linee guida che gli Stati membri dovranno seguire per accedere al Recovery Fund messo in campo dalla Ue per fronteggiare la più profonda recessione della storia dell’Unione legata alla pandemia di Coronavirus. Dettaglia le condizioni per beneficiare delle risorse di Next Generation EU e chiarisce, per voce del commissario Gentiloni, che i finanziamenti non potranno essere utilizzati per una riduzione generalizzata delle tasse.

I tempi dei progetti

«Gli Stati membri possono presentare formalmente i loro piani di recupero e resilienza entro il 30 aprile 2021», ma «la Commissione incoraggia gli Stati a presentare i progetti preliminari dal 15 ottobre 2020», premette l’esecutivo Ue, chiarendo che la Commissione «è già disponibile a tutti i livelli per impegnarsi con gli Stati membri nella preparazione dei piani».

Le sette strategie

Nel suo “vademecum”, Bruxelles indica ai governi sette linee guida: 1) Introduzione di tecnologie pulite e accelerazione delle energie rinnovabili; 2) Miglioramento dell’efficienza energetica; 3) Promozione di tecnologie pulite per i trasporti; 4) Rapido lancio di servizi a banda larga; 5) Digitalizzazione della Pubblica amministrazione e dei servizi; 6) Aumento delle capacità del data cloud industriale europeo; 7) Adattamento dei sistemi educativi. «Il Recovery Plan è il nostro “piano industriale” - ha detto la viceministra dell’Economia, Laura Castelli - una straordinaria trasformazione digitale e del lavoro, riconversione green, interventi in infrastrutture e sanità. Questo porta con sè una riforma fiscale e l’abbassamento delle tasse». «Lavoreremo con la Commissione per arrivare ai primi giorni del 2021 con i progetti», ha detto il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola.

Padre di famiglia

Ma il governo farà ricorso al Mes? «Un buon padre di famiglia valuta dopo aver visto il quadro finanziario se andare in banca - ha risposto Conte - ora siamo concentrati sul Recovery fund. Se ci dovesse essere bisogno di ulteriori risorse, lo si valuterà insieme al Parlamento».

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