Il colibrì quando dorme entra in stato di ibernazione

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I colibrì entrano in stato di ibernazione durante la notte, abbassando la loro temperatura corporea a meno di 4 gradi centigradi, nel tentativo di preservare l'energia per poi usarla durante il giorno. A scoprirlo è stato uno studio condotto dall'Università del New Mexico e pubblicato sulla rivista Biology Letters. Gli uccelli sono una delle poche specie, compresi i falchi notturni e alcuni piccoli roditori, capaci di entrare in uno stato di torpore in cui la funzione del corpo si riduce al minimo per poche ore.  Studi precedenti avevano suggerito che i colibrì possono abbassare la loro temperatura corporea da 40 a circa 17 gradi di notte, ma ora nel nuovo studio i ricercatori hanno scoperto che alcune specie possono andare molto oltre, raggiungendo i 3,26 gradi. "Penseresti che siano congelati", afferma Blair Wolf dell'Università del New Mexico. Di giorno, gli uccelli consumano enormi quantità di energia, librandosi mentre consumano nettare da 400 a 600 fiori. Di notte, possono ridurre il dispendio energetico fino al 95 per cento. Anche la loro frequenza cardiaca scende, passando da mille battiti al minuto a circa 50, dice Wolf.

Colibrì. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno studiato sei specie di colibrì che prosperano fino a 4.000 metri sul livello del mare nelle Ande peruviane. Hanno catturato alcuni esemplari durante la notte e hanno inserito minuscole sonde nella loro cloaca (orifizio posteriore) in modo da monitorare la temperatura corporea dalla sera alla mattina, comprese le 12 ore notturne in cui le temperature esterne scendevano tra 2 e 6 gradi.     La maggior parte degli uccelli, che rappresentano tutte e sei le specie, è entrato in uno stato di torpore per periodi che potevano durare dalle due alle quasi 13 ore. Stando allo studio, le temperature corporee variavano, ma è stata la specie "metalluro nero" che si è avvicinata di più alle temperature esterne, raggiungendo un minimo di 3,26 gradi. Verso l'alba, gli uccelli hanno iniziato a tremare, aumentando la propria temperatura corporea di oltre un grado al minuto.    Sebbene il riscaldamento richieda molta energia, l'importo risparmiato rimanendo nello stato di torpore ha superato questo costo. Il team di ricercatori ha anche pesato gli uccelli e ha scoperto che coloro che trascorrevano meno tempo in torpore hanno perso più peso, indicando che avevano usato più energia durante la notte.  Tuttavia, entrare in ibernazione ha un prezzo, secondo gli studiosi, poiché lo stato inerte degli uccelli li rende facili bersagli per i predatori. Per fortuna le Ande tropicali sono "un ambiente abbastanza privo di predatori", dice Wolf. "Questa è una strategia adattiva che funziona per loro", conclude.

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