Il dissidente Navalny risvegliato dal coma

  • Germania

Germania. Il blogger e dissidente politico russo  Aleskei Navalny è uscito dal coma nel quale era stato indotto dopo l’avvelenamento del quale era stato vittima. A risvegliarlo, i medici tedeschi che lo hanno fatto uscire dal coma artificiale. Lo rende noto l'ospedale berlinese della Charitè, dove il dissidente è ricoverato dal 2 agosto scorso. A detta della clinica, le condizioni generali di Navalny sono mgliorate. “Viene progressivamente abituato a far meno del respiratore”, si precisa in una comunicazione su Twitter. L’esponente dell’opposizione russa "reagisce alle domande”, anche se non si possono escludere “conseguenze a lungo termine del grave avvelenamento”. Secondo il governo tedesco - trasferito a Berlino dalla Russia con un volo speciale - Navalny sarebbe stato avvelenato con l’agente nervino Novichok. Sulla questione è intervenuto anche il ninistro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio: «Quanto accaduto ci indigna profondamente e condanniamo quello che consideriamo un crimine e che chiama in causa la capacità e la volontà del sistema politico russo di assicurare alla giustizia i responsabili».

Continuano i problemi anche in Bielorussia, dove sarebbe stata rapita Maria Kolesnikova, figura di spicco dell'opposizione, ex responsabile della campagna elettorale del candidato Viktor Babariko, il principale rivale di Aleksandr Lukashenko, arrestato il 18 giugno ed escluso dalle presidenziali. Una testimone ha riferito al portale Tut.by di aver visto che veniva caricata a forza su un pulmino con la scritta "Comunicazione" che poi si è subito allontanato. La polizia bielorussa ha fatto sapere di non averla  arrestata e che sta indagando sulla denuncia di scomparsa. La Koleshnikova, alleata della leader dell'opposizione in esilio Svetlana Tikhanovskaya, sarebbe stata prelevata nei pressi del Museo d'Arte Nazionale mentre era in giro da sola per affari. Prima di Kolesnikova, erano spariti altri due membri del Consiglio di coordinamento dell’opposizione a presidente Lukashenko, Anton Rodnenkov e Ivan Kravtsov.

«Il regime sta usando il terrore, non c’è altro modo di definirlo», ha commentato oggi l’ex candidata alla presidenza bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya,  «Questi rapimenti», ha continuato, «sono un tentativo di deragliare il lavoro del Consiglio di coordinamento e intimidire i suoi membri». La leader dell'opposizione, costretta all'esilio in Lituania dopo le contestate presidenziali di agosto, ha avvertito che «le autorità sbagliano se pensano di fermarci in questo modo».   

«Siamo al corrente dei rapporti che indicano che diversi attivisti politici sono dati per dispersi in Bielorussia. Quello che stiamo vedendo in Bielorussia è che continua la repressione da parte della autorità nei confronti della società civile, dei manifestanti pacifici e di attivisti politici e ciò è totalmente inaccettabile», ha commentato Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. «Siamo profondamente preoccupati per la continua repressione e le intimidazioni nei confronti della popolazione civile con arresti inspiegabili, spesso arbitrari o motivati per ragioni politici e noi chiediamo l’immediata liberazione» degli arrestati, ha aggiunto. «Come risposta al comportamento inaccettabile delle autorità bielorusse l'Ue ha già deciso di porre i responsabili in una lista delle sanzioni, il lavoro su questo va avanti», ha sottolineato Stano.  

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