Sarri paga con l'esonero In panchina Juve arriva Pirlo

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Via Sarri, dentro Pirlo. Alla fine “la stagione agrodolce”, copyright Andrea Agnelli, costa la panchina al tecnico nato a Napoli ma di famiglia toscana, che dopo 14 mesi lascia Torino e l’Allianz Stadium. Vincente, in parte. Convincente, quasi mai. Il nono scudetto consecutivo della Vecchia Signora, conquistato con un solo punto di margine sull’Inter a due giornate dal termine, non è bastato per la conferma. Nonostante Agnelli avesse sottolineato dopo la sfida con il Lione “la pagina di storia del calcio” scritta da quello che forse era già un ex allenatore. Una pagina corta, forse cortissima. La Juventus, in fondo, era abituata a dominare in terra italica. Vincere di un soffio il campionato, perdere la Supercoppa contro la Lazio, perdere la Coppa Italia contro il Napoli. La bilancia, a guardarla bene ancora adesso, non pende troppo verso il tecnico 61enne. Così i margini di quella pagina si son fatti fin troppo stretti. Adatti solo a contenere un'altra parola: esonero. Gli infortuni di Dybala e Chiellini in momenti chiave della stagione, l'addio anticipato di Pjanic, una rosa "vecchia" come ha ricordato lo stesso Agnelli. Anche le possibili attenuanti sembrano più giustificazioni per qualcosa che è mancato. E che non si chiama solo "entusiasmo". 

Champions.  Ma è stata la cocente sconfitta (non placata dalla tiepida vittoria di ieri) con il Lione in Champions a segnare la fine del percorso di Sarri alla Juventus. Perché la coppa dalle grandi orecchie è ormai un sogno diventato ossessione che tormenta i tifosi e alimenta gli sfottò degli avversari. E questa eliminazione ha fatto più male del solito. Perché è avvenuta agli ottavi di finale, troppo presto; perché è arrivata contro una squadra più che abbordabile, il Lione di Rudi Garcia e non con il Real di Zidane o il Manchester City di Guardiola; perché avvenuta all'indomani di una gara regalata, almeno per metà: quella dell'andata in terra francese pre-pandemia. Il punto più basso, forte, della stagione sarriana. Perché, a vedere le statistiche, Cristiano Ronaldo non usciva agli ottavi di finale dalla stagione 2009-10. E la Juve, oggi, a scanso di altre clamorose sorprese, è la squadra del portoghese. “Un pilastro", ha ricordato Agnelli cercando, almeno a voce, di tenerselo stretto. Quello che non è riuscito a Sarri. Entrare nelle grazie dei tifosi e diventare insostituibile. Almeno per più di una, seppur lunghissima, stagione. 

Pirlo. Sarà dunque Andrea Pirlo il nuovo allenatore della Juventus, scrive la Juventus sul proprio sito: "Oggi inizia un nuovo capitolo della sua carriera nel mondo del calcio. Come si era detto circa una settimana fa: da Maestro a Mister. Da oggi per il popolo juventino sarà IL Mister, poiché la società ha deciso di affidargli la guida tecnica della prima squadra, dopo averlo già selezionato per la Juventus Under23. La scelta odierna si basa sulla convinzione che Pirlo abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi".     Andrea Pirlo ha firmato oggi un contratto biennale fino al 30 giugno 2022.   41 anni, nato a Flero in provincia di Brescia, Andrea Pirlo ha una carriera leggendaria da calciatore che lo ha portato a vincere tutto, dalla Champions League al Campionato del Mondo nel 2006. Nei suoi quattro anni alla guida del centrocampo della Juventus, Pirlo ha vinto altrettanti scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe.

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