La vacanza ai tempi del Covid19

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ROMA Vacanze sognate nei lunghi mesi del lockdown, desiderate e pianificate oppure rimandate al prossimo anno, quando, si spera, le circostanze saranno migliori.  
Secondo un sondaggio condotto da Izi in collaborazione con Comin & Partners sul turismo degli italiani nell’estate post Covid-19, se da un lato si registrerà una contrazione in termini assoluti del numero dei vacanzieri italiani rispetto allo scorso anno (-16%), dall’altro ci sarà una tenuta di quanti raggiungeranno destinazioni turistiche in Italia (+1%) rispetto al 2019. Le mete estere, invece, subiranno un crollo significativo (-17%).
L e motivazioni principali che inducono gli italiani a trattenersi dentro i confini nazionali sono ovviamente riconducibili ai timori di tipo sanitario (34%). Ma a pesare, purtroppo, per ben il 41%, è soprattutto la motivazione economica. Nonostante il bonus vacanze messo sul tavolo dal governo per supportare il settore (500 mila sono quelli scaricati, 37 mila già spesi, ma c’è tempo fino a dicembre), quest’anno sarà minore la spesa che gli italiani potranno affrontare per i loro viaggi: nel 2019 avevano speso per le vacanze estive più di 72 miliardi di euro, di cui 27 miliardi all’estero e più di 45 in Italia. Nel 2020, la previsione di spesa all’estero crolla dell’85% attestandosi intorno ai 4 miliardi di euro, mentre la spesa dei turisti italiani nel territorio nazionale, scende del 7% passando da 45 miliardi di euro a 42.

Come si organizzeranno quindi gli italiani? Metro ha raccolto tre testimonianze, una estetista, un’insegnante e un operaio, tutti con famiglia al seguito.

Storia/1. L'estetista: «Hotel troppo caro. Per noi niente ferie»
VITERBO Marina, 38 anni, sposata, lavora come estetista in un paesino del Viterbese. Ha due figli piccoli e un marito che fa l’operaio, ma ora è in cassa integrazione e non sa anzora se la sua azienda riaprirà. «Ogni estate portavamo i bambini a San benedetto del Tronto le prime due settimane di luglio. Speravamo che data la situazione, l’albergo in cui andavamo sempre ci avrebbe fatto un prezzo di favore, invece il costo è lieviato e non di poco. Per  questo abbiamo scelto di rinunciare. Quest’anno non ce lo possiamo proprio permettere. Anche perché li avrei mandati con mia madre. Io non posso lasciare il mio lavoro, perché ho faticato tanto per non chiudere. I bimbi li abbiamo iscritti al Centro estivo della parrocchia e vi passeranno l’estate. Speriamo di riuscire a portarli al mare  i primi di settembre almeno per un week-end».

Storia/2 L'insegnante:«Mando i miei figli al mare da soli»
Giorgia, 54 anni, insegna inglese da trent’anni a Torino. È divorziata, ha due figli maggiorenni iscritti all’università e un nuovo compagno. L’ex marito è in cassa integrazione   e non può per quest’anno sostenere le spese per la vacanza dei figli. «Sarò costretta a rinunciare al mare per pagare le vacanze dei miei figli. Hanno studiato tanto e meritano qualche giorno di spensieratezza. Con il mio stipendio purtroppo ho dovuto scegliere. Tra l’altro ogni anno portavo i miei alunni in Inghilterra tra luglio e agosto. Quest’anno è saltato tutto per l’emergenza Covid 19.  Il mio compagno aveva un ristorante che andava bene prima del lockdown. Ma ancora non sa se e quando riuscirà a riaprirlo. Quindi sono rassegnata: trascorrerò una “bella” estate di relax facendo il giro delle piscine della mia zona».

Storia/2  L'insegnante: «mando al mare i miei figli da soli»
TORINO Giorgia, 54 anni, insegna inglese da trent’anni a Torino. È divorziata, ha due figli maggiorenni iscritti all’università e un nuovo compagno. L’ex marito è in cassa integrazione   e non può per quest’anno sostenere le spese per la vacanza dei figli. «Sarò costretta a rinunciare al mare per pagare le vacanze dei miei figli. Hanno studiato tanto e meritano qualche giorno di spensieratezza. Con il mio stipendio purtroppo ho dovuto scegliere. Tra l’altro ogni anno portavo i miei alunni in Inghilterra tra luglio e agosto. Quest’anno è saltato tutto per l’emergenza Covid 19.  Il mio compagno aveva un
ristorante che andava bene prima del lockdown. Ma ancora non sa se e quando riuscirà a riaprirlo. Quindi sono rassegnata: trascorrerò una “bella” estate di relax facendo il giro delle piscine della mia zona».

Storia/3 L'impiegato: «Chiederemo aiuto ai nostri genitori»
ROMA Vincenzo  lavora come grafico pubblicitario per un’azienda romana. Ha tre figli, di 8,10 e 14 anni. La moglie è commessa in un piccolo negozio, che però non ha retto al lockdown. Lavorava in nero e quindi adesso è senza tutele. Lui invece è  stato messo per tre  mesi in cassa integrazione. «Poi per fortuna da giugno ho ripreso a lavorare. anche se a singhiozzo. Ma almeno ci fan ben sperare per il futuro. Con mia moglie abbiamo dovuto attingere ai risparmi per andare avanti, ma alla vacanza abbiamo deciso di non voler proprio rinunciare. I nostri bambini hanno bisogno del mare, dopo tanti mesi chiusi in casa. Proveremo ad utilizzare il bonus vacanza per portarli almeno una settimana in campeggio in Puglia, a metà agosto, anche se non siamo ancora riusciti a chiederlo. Altrimenti ci faremo aiutare dai nostri genitori».

 

VALERIA BOBBI

 

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