Diritti e D'Innocenzo vincono il Globo d'Oro

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CINEMA Miglior film e miglior fotografia a “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti. Miglior regia e miglior sceneggiatura a “Favolacce” dei fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo. Si è conclusa così la 60esima edizione del Globo d'Oro, i premi conferiti dall'Associazione della stampa estera in Italia.

 I vincitori hano ritirato le statuette in alcune sale cinematografiche di Roma, ancora chiuse dopo il lockdown. 

Giorgio Diritti lo ha ritirato al Tibur, nel quartiere di San Lorenzo: «È un onore ricevere questo riconoscimento. Questo premio è una buona occasione per far ripartire il cinema: lo sento come un segno per quanti, come me, amano il cinema e amano calarsi nel silenzio per condividere un sogno, un'immaginazione, un'esperienza». Matteo Cocco, invece,  che per lo stesso film ha vinto la statuetta  per la Miglior Fotografia ha ritirato il premio nella sala dell'InTrastevere. 

Dal cinema Quattro Fontane anche i D'Innocenzo hanno ribadito quanto sia importante incontrarsi in un cinema in questo periodo: «Questo è un cinema che amiamo tantissimo, è come fosse un parente, siamo onorati di celebrarlo con questo premio. Scoprire come questo film sia stato riconosciuto da chi appartiene ad altre culture, riuscendo a connettersi con i temi in senso universale, per noi è motivo di grande soddisfazione».

La statuetta di miglior attore protagonista è andata a Pierfrancesco Favino per “Hammamet” che l'ha ricevuta al Greenwich di Testaccio. «Ricevere questo riconoscimento rappresenta un'occasione unica per me - ha commentato l'attore - soprattutto in questo momento in cui il cinema vive una situazione difficile. Ho scelto questa sala perché è del mio quartiere, non vedo l'ora che cadano queste distanze e che si torni a dire “zitti!” nel buio della sala, gomito a gomito».

Miglior attrice protagonista Valeria Bruni Tedeschi per “Aspromonte - La terra degli ultimi”: «Essere premiati è come ricevere delle carezze, è come incontrarsi, e per me il cinema è prima di tutto incontro. Il film di Mimmo Calopresti lo trovo bellissimo».

Se il premio Miglior serie Tv è andato a “The New Pope” di Paolo Sorrentino, quello per la nuova categoria Miglior Commedia è stato vinto dal già campione di incassi e critica “Tolo Tolo”, diretto Checco Zalone.  «Ricevere un premio dalla Stampa Estera in un momento difficile come questo è importante - ha spiegato l'attore in un video in cui appare indaffarato a parlare mentre pulisce disinvolto il premio con il gel disinfettante - soprattutto come segno della fiducia tra i popoli che in questo momento viene a mancare».

 

Premio alla carriera a Sandra Milo che lo ha ricevuto negli studi di Cinecittà: «Un riconoscimento così bello e prestigioso mi emoziona e riempie d'orgoglio, e poi riceverlo qui, nel tempio dell'arte straordinaria che è il Cinema».

Primo Globo d'Oro per Virginia Apicella, Giovane Promessa con “Nevia”  mentre il premio per la Miglior Opera Prima e Miglior Colonna Sonora sono andate a “Picciridda” di Paolo Licata con le musiche di Pericle Odierna.

Infine: Miglior documentario a “Vulnerabile bellezza” di Manuele Mandolesi; Miglior cortometraggio a “L'amore oltre il tempo” di Emanuele Pellecchia. mentre il Gran Premio della Stampa Estera è stato assegnato al costumista Carlo Poggioli

 METRO

 

 

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