Stato di emergenza verso proroga al 31 ottobre

  • Coronavirus fase 3

ROMA Il governo starebbe pensando di prorogare lo stato di emergenza da Covid 19 al 31 ottobre, anziché a fine anno. Si tratterebbe solo di un'ipotesi allo studio con i pro e i contro tutti da valutare. L'idea, riferiscono fonti governative, è quella di procedere per gradi, un passo alla volta.

"Il fatto che il governo, come pare, chieda una proroga limitata a tre mesi invece che a cinque o a sei rappresenta un primo momento di rasserenamento del quadro perché misure emergenziali sono tanto più giustificabili quanto più sono transitorie", afferma Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali. "Restano - aggiunge - comunque da spiegare, anche preventivamente, in Parlamento le ragioni che conducono a tale scelta e le modalità rispettose del potere legislativo con cui si pensi di gestirla durante tale periodo, con la disponibilità a tenere conto degli orientamenti del Parlamento. A partire da quelli che emergeranno domani sull’intervento del ministro Speranza, in attesa del Presidente Conte"

Lo scontro
Ma è scontro. “Non ne vedo i presupposti. Le ragioni sembrano solo politiche, mi pare cioè un modo per avere una prolungata libertà di azione. Se poi ci sono ragioni reali che ignoriamo, allora Conte ce lo venga a spiegare in aula”, afferma Giorgia Meloni. Mentre Matteo Salvini ricorda che "ci sono due terzi dell'Italia senza ricoveri e senza contagi, le terapie intensive sono sotto controllo. Quindi non ci sono ragioni sanitarie per prendere una decisione del genere. Anche i medici e i virologi dicono che sarebbe solo una decisione politica, non scientifica, contro l'Italia e i cittadini". In un'intervista alla Verità, il leader della Lega dichiara di "voler mettere a punto un paio di iniziative concrete e di voler coinvolgere il presidente della Repubblica. Ho il sospetto che qualcuno voglia danneggiare l'Italia per avvantaggiare i nostri competitor, cinesi e tedeschi, in primis, che approfittano della crisi delle nostre imprese e del nostro turismo. Il Governo sta facendo male, è nemico delle imprese e avvantaggia quelle straniere". "I giallorossi sono vittime del poltronavirus - continua Salvini -. Non sono in grado di gestire la ricostruzione. Sono litigiosi e se il Pd vorrà tornare alla legge Fornero faremo le barricate dentro e fuori il Parlamento. Un Governo che litiga anche su scuole e asili è pericoloso e cadrà per volontà degli italiani, sarà la situazione sociale ed economica delle prossime settimane a suggerire all'Esecutivo di farsi da parte".

Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, "chi evoca il modello Orbàn dice una sonora stupidaggine. Io non ho né voglio pieni poteri. Le elezioni regionali si terranno nella data stabilita. E il Parlamento non è mai stato né sarà mai scavalcato", dice intervistato dal 'Fatto Quotidiano'. "Ho già chiarito - spiega il premier - che, sulla proroga o meno dello stato di emergenza Covid, abbiamo tempo per decidere sino a fine luglio. Sarà una decisione collegiale del governo, che verrà poi sottoposta al doveroso passaggio parlamentare con un'ampia discussione pubblica". Per Conte "questo governo ha dimostrato coni fatti, non a parole, di aver sempre rispettato le Camere, riferendo su ogni decisione e limitando, anche nella fase più acuta dell'emergenza, le misure precauzionali allo stretto necessario, all'insegna dei criteri di adeguatezza e proporzionalità".

Dpcm verso proroga dal 14 al 31 luglio 
In attesa di una decisione gli occhi restano puntati sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, di martedì. L'occasione sarà la presentazione del nuovo Dpcm che dovrà essere prorogato dal 14 al 31 luglio. Il titolare del dicastero continua a tenere alta l'attenzione: "220 mila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità". Nel nuovo documento saranno confermati i protocolli che hanno accompagnato i cittadini italiani durante la pandemia. Oltre all'utilizzo della mascherine nei luoghi chiusi e le regole di distanziamento sociale, serranda abbassata per discoteche, fiere, congressi ed eventi che si svolgono dove ci può essere assembramento. Per cinema e teatri confermate le restrizioni con posti a sedere preassegnati e distanziati e con un massimo di mille persone all'aperto e 200 in posti chiusi. Esteso il divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

 

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