Il City riammesso in Champions

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CALCIO Il Tas (Tribunale arbitrale dello sport) di Losanna ha deciso di autorizzare la partecipazione del Manchester City alle prossime competizioni europee, ribaltando così la sentenza che condannava il club inglese a due anni di sospensione per violazione del regolamento sulle licenze e sul fair play finanziario. «Il Manchester City non ha mascherato i suoi contratti di sponsorizzazione», ha dichiarato il Tas nella sentenza con cui ha annullato la squalifica. Il club, di proprietà dello sceicco Mansour bin Zayed bin Sultan Al Nahyan e allenato da Pep Guardiola, dovrà comunque pagare una multa di 10 milioni di euro alla Uefa (rispetto ai 30 inizialmente previsti e comminati per la mancata “collaborazione” alle indagini).

Il club ringrazia il Tas con una nota: «Mentre il Manchester City e i suoi consulenti legali devono ancora rivedere l’intera sentenza del Tribunale Arbitrale delloSport (Tas), il Club accoglie con favore le implicazioni della sentenza odierna come una convalida della posizione del Club e il corpus di prove che è stato in grado di presente. Il Club desidera ringraziare i membri del panel per la loro diligenza e il giusto processo che hanno amministrato». Non dello stesso avviso la Liga spagnola, che per bocca del suo presidente, Javier Tebas, non esita ad affermare che «il TAS non è all’altezza del compito», avanzando il dubbio se sia l’rganismo «giusto» per risolvere casi di questa natura.

Il City, ora, potrà serenamente prepararsi per la sfida di ritorno degli ottavi di Champions contro il Real Madrid (vinta all’andata per 2-1) e, in caso di qualificazione, potrebbe scontrarsi con la Juventus ai quarti di Lisbona in agosto.

La Uefa, invece, in una nota, dice di «prendere atto»  della decisione del TAS, rilevando inoltre che secondo il tribunale arbitrale «c'erano prove insufficienti per confermare tutte le conclusioni del CFCB (l’organismo di controllo finanziario dei club, ndr) in questo caso specifico e che molte delle presunte violazioni erano prescritte a causa del periodo di 5 anni previsto dai regolamenti UEFA», concludendo con un elogio del fair play finanziario.

Pep Guardiola, dunque, ora respira e può esultare, anche se fu proprio lui a dire che sarebbe rimasto al City in ogni caso, coppe o non coppe. E prende nuovo slancio il mercato del club inglese.

 

METRO

 

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