Autostrade Maggioranza divisa

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ROMA Divide la maggioranza di governo la nuova offerta di Autostrade su soldi, tariffe e manutenzioni, un pacchetto di 3,4 miliardi, investimenti da 14,5 miliardi, la disponibilità a scendere sotto il 50% per Atlantia. Una "nuova proposta finalizzata a una positiva definizione della procedura di contestazione" secondo Aspi (Autostrade per l'Italia) che tenta di persuadere il governo giallorosso. Un pacchetto che è sotto la lente di ingrandimento del ministero dei Trasporti e di quello dell'Economia.

L'esecutivo guidato da Giuseppe Conte martedì dovrà decidere in cdm, mentre al Ministero dei Trasporti lunedì si cercherà un punto comune. La decisione da prendere è se accettare la proposta di Aspi, magari con delle modifiche, o revocare le concessioni. Il Presidente del Consiglio oggi ha fatto trapelare la propria insoddisfazione, per Palazzo Chigi la proposta Aspi sarebbe insufficiente. "Le varie proposte transattive fatte pervenire da Aspi non sono soddisfacenti. Lo Stato ha il dovere di valutarle per lo scrupolo di tutelare l'interesse pubblico nel migliore dei modi possibili. Ma adesso dobbiamo chiudere il dossier ed evitare il protrarsi di ulteriori incertezze". Così il premier Giuseppe Conte intervistato dal Fatto Quotidiano

 E le idee nella maggioranza di governo restano diverse. Per la revoca da sempre i 5Stelle. Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi vuole "una discontinuità netta col passato, da ogni punto di vista. Questo ho chiesto a proposito della concessione di Autostrade per l'Italia. Significa che quando inaugureremo il nuovo Ponte Morandi dovremo essere in grado di dire ai parenti delle vittime del crollo che abbiamo voltato pagina per scriverne una completamente nuova.- spiega il sottosegretario - E ci sono soltanto due possibilità per farlo: che sia revocata la concessione ad Autostrade per l'Italia o che dall'azionariato ne esca la famiglia Benetton che ne ha mantenuto il controllo in questi anni segnati da incuria predatoria e colpevole abbandono della manutenzione. Se vogliamo ricominciare a parlare di sicurezza delle nostre autostrade e gestione trasparente di una infrastruttura pubblica, non esiste una terza strada accettabile né una trattativa per cercare altre possibilità".

  Passando al fronte dem del governo giallo rosso, si registrano altre posizioni. Il sottosegretario Salvatore Margiotta, si esprime così sulla proposta di Autostrade: "Mi pare che ci siano dei chiari passi in avanti rispetto alla proposta, presentata nei mesi scorsi, che il presidente Conte aveva ritenuto inaccettabile. Naturalmente ora la questione deve essere approfondita: la ministra De Micheli è al lavoro con i tecnici in vista di una decisione che dovrà essere corale. Sarebbe un errore se i partiti della maggioranza si dividessero su una questione così delicata".

 E non si parla di revoca nemmeno da parte di Italia viva. Per la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, "da due anni su questa vicenda delle concessioni autostradali assistiamo a una telenovela infinita, è ora di finirla. Per questo capovolgo i termini della questione. Non è interessante quel che il privato mette sul tavolo. Quello che è dirimente è la tutela dell'interesse pubblico. Qualsiasi patto pubblico-privato deve partire da qui, chiunque sia il privato. In questa vicenda l'interesse pubblico significa garantire efficienza, efficacia, sicurezza, ai cittadini, e qualità totale di un servizio non ultimo l'aspetto tariffario. Si vada al punto e si discuta di questo. Su questo si verifichi la bontà dell'interlocuzione".

Per Bellanova "lo Stato deve essere capace di definire regole certe, ed essere in grado di esercitare il controllo dovuto sul rispetto micrometrico degli accordi. Fuori da questo perimetro qualsiasi discussione appare surreale e incomprensibile. Incluso il divertissement su uno Stato che a ogni piè sospinto dovrebbe entrare direttamente in partita".

 Arriva anche la voce di Gianni Mion, Presidente di Edizione, la holding della famiglia Benetton, primo azionista di Atlantia. "Da parte di Autostrade per l'Italia e Atlantia è arrivata al governo "una proposta seria" per chiudere la partita legata al futuro della concessione di Aspi, ma "non sono ottimista", dice Mion sottolineando che i due gruppi, "hanno fatto un grande sforzo, anche professionale". Ora "non resta che aspettare".

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