Morricone, una vita di musica e passioni

  • Ennio Morricone

ROMA «Io ho 87 anni, ma non è per questo che m’incazzo. Se le dico che ricordo tutte le mie musiche a memoria, è la verità! E non ammetto repliche. E conosco anche gli altri. Ora le mostro le differenze». Era il 2016 e il maestro Ennio Morricone rispondeva così a un’accusa velata di plagio (un paio di note uguali, nulla di più) mossagli da un collega freelance durante la memorabile conferenza stampa di “The Hateful Eight”, film di Quentin Tarantino che di lì a poco gli fece vincere un Oscar, dopo cinque tentativi. Il secondo Oscar dopo quello onorario del 2007, lo dedicò alla moglie, Morricone. Lo dedicò ai quasi settant’anni di vita insieme. Lo dedicò ai due amori di una vita. Maria e la musica. Certo, c’erano anche la passione politica, quella calcistica (“sono prima romanista, poi musicista” diceva). Ma le sette note erano tutta la sua esistenza, la sua forza.

Il Maestro se n’è andato all’alba di ieri in una clinica romana dove era stato ricoverato da pochi giorni per una banale caduta in casa che gli aveva procurato la rottura del femore. Aveva 91 anni. Lucido e dignitoso fino all’ultimo respiro, ha ringraziato i suoi figli, i nipoti, il suo pubblico con un necrologio scritto di suo pugno. Uomo e musicista di livello mondiale, eccellenza del nostro paese.

Nella sua carriera innumerevoli colonne sonore (per i film western all’italiana, ha collaborato con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come la “Trilogia del dollaro”, “Una pistola per Ringo”, “La resa dei conti”, “Il grande silenzio”, “Il mercenario”, “Il mio nome è Nessuno” e la “Trilogia del tempo”) e anche tante immersioni nel pop (tra le quali “Se telefonando” per Mina, “Cuore” regalata a Rita Pavone, “Ho fatto un sogno” scritta con Antonello Venditti e dedicata a Roma). Oltre ai due Premi Oscar ha vinto il Leone alla carriera a Venezia, 4 Golden Globes, 10 David di Donatello, 11 Nastri d’argento, 3 Grammy Award. Ci lascia orfani e più soli, ma la sua musica mai come questa volta continuerà a riecheggiare nell’eternità. Echi d’infinito.

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

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