Silvia "Aisha" Romano: «Il velo mi rende libera»

  • religione

MILANO «Per me il mio velo è un simbolo di libertà, perchè sento dentro che Dio mi chiede di indossare il velo per elevare la mia dignità e il mio onore, perchè coprendo il mio corpo so che una persona potrà vedere la mia anima». Silvia “Aisha” Romano, la volontaria rapita in Kenya il 20 novembre 2018 in Kenya e liberata in Somalia il 9 maggio 2020, ha raccontato per la prima volta la sua conversione in un’intervista sul sito delle associazioni islamiche di Milano.
Uno dei temi affrontati è stato proprio quello della declinazione della libertà.

«Un percorso interiore»

«Per molti la libertà per la donna è sinonimo di mostrare le forme che ha - ha affermato Aisha -  nemmeno di vestirsi come vuole, ma come qualcuno desidera. Io pensavo di essere libera prima, ma subivo un’imposizione da parte della società e questo si è rivelato nel momento in cui sono apparsa vestita diversamente e sono stata fatta oggetto di attacchi pesanti. C’è qualcosa di molto sbagliato se l’unico ambito di libertà della donna sta nello scoprire il proprio corpo». Silvia Romano ha parlato poi del «percorso di ricerca interiore fatto di domande esistenziali» che, durante la prigionia, l’ha portata alla fede islamica.

METRO

Articoli Correlati

Christian Expò, a Napoliritorna la fiera cristiana

Christian Expò, la grande fiera cristiana si terrà a Napoli il 19 e 20 luglio presso il Teatro Palapartenope

Corte Ue: «Ok a spotcon Gesù e Maria»

Una ditta di abbigliamento vince il ricorso contro il divieto imposto dalla Lituania

Conversioni spettacolariLe star che trovano la fede

Maria Rita Parsi: «Il successo costa e non riempie davvero il vuoto interiore e il desiderio di affetto»