Qui serve semplificare la semplificazione

  • Maurizio Guandalini

Mentre tiravo a indovinare l’antifurto a prova di scasso da installare alla porta d’ingresso, il mio ex suocero si presentò con un catenaccio di ferro pesante da fermare tra la porta e il muro. Paradigma, l’antifurto, del nesso fatta la legge trovato l’inganno. C’è qualcosa di genetico. Negli italiani. Respingenti di un Paese normale.  La constatazione collettiva è che le grandi opere non si fanno per lungaggini dal menù camouflage. Per aprire un’impresa ci vuole centinaia di permessi. La  giovane e capace Marina Caprotti, neo presidente di Esselunga, ha detto che per inaugurare un superstore occorrono 12 anni, in Spagna 3. La discussione accesa di queste ore sulla semplificazione, la madre di tutte le riforme, l’ha definita il premier Conte, sta passando alla stregua di una faccenda di rapidità.  Per eliminare i controlli. E far sprofondare, così, il paese nelle predatorie mani della mafia. E’ straziante la perpetua assenza di fiducia verso le imprese quanto il prolisso protagonismo degli organismi di controllo che, a loro modo di vedere, si sentono venire meno. Di ruolo. E, infatti, sono i primi a puntare il dito sui rischi cui si va incontro.

Spiegata così pare che le motivazioni dei ritardi cronici siano dovuti esclusivamente dai pericoli di corruzione e criminalità. Assolvendo la parte bolsa delle tiritere burocratiche che sono il corpaccione malato che mortifica i passaggi dal sonno al risveglio. Se fosse vera la teoria dei meticolosi controlli, con la miriade di leggi (e di avvocati), verifiche, codici e contro codici tutto dovrebbe filar liscio. Spedito. Invece ci stanno ferrovie  mai iniziate, ponti a metà, discussioni su autostrade da fare che si trascinano per ricorsi, tar, pronunciamenti prolissi, carte che per transitare da un ufficio all’altro richiedono mesi.

L’immaginario paese normale dovrebbe perfezionarsi a coniugare efficienza, velocità e regole. Semplificando la semplificazione. Tarandola su un modello che c’è già. La costruzione del ponte Morandi, a Genova. Copiare pari pari quello che è accaduto lì.  

MAURIZIO GUANDALINI

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