Trump attacca Cuomo e fa infuriare i vescovi

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Il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad attaccare il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, e il fratello Chris, presentatore della Cnn,
ritornando sulle polemiche in merito al suo invito a usare la Guardia Nazionale per sedare le violenze scatenate dall'uccisione di George Floyd. "Ieri è stato un brutto giorno per i Fratelli Cuomo. New York è stata lasciata ai saccheggiatori, criminali, estrema sinistra, e tutte le altre forme di malviventi e feccia. Il governatore rifiuta di accettare la mia offerta di una Guardia Nazionale che domina. New York è stata fatta a pezzi", ha scritto su Twitter il capo della Casa Bianca. "Allo stesso tempo, le quotazioni di Fredo sono scese del 50%", ha aggiunto Trump, usando per Chris Cuomo un nomignolo razzista che fa riferimento a un personaggio mafioso de 'Il Padrino'.

Bibbia.  Il presidente ha deciso di recarsi alla chiesa di St.John, a pochi passi dalla Casa Bianca, circondato da decine di agenti antisommossa che pochi minuti prima avevano sgomberato l'area dai manifestanti con l'uso di gas lacrimogeni, granate stordenti e proiettili di gomma. Arrivato davanti all'edificio di culto, soprannominato la chiesa dei presidenti perché da loro frequentata da oltre un secolo, si è limitato a una foto opportunity con la Bibbia in mano. Non ha pregato né visitato il luogo che solo due giorni fa era stato danneggiato dai manifestanti per protesta contro la morte di George Floyd, ucciso durante un arresto di polizia a Minneapolis.

Vescovi.  Le scelte del capo della Casa Bianca hanno irritato la vescovo della diocesi episcopale di Washington, Mariann Edgar Budde, che si è detta "indignata" per "il messaggio antitetico agli insegnamenti di Gesù" trasmesso da Trump durante la visita alla chiesa. Tra l'altro senza nemmeno la cortesia di avvisarla in anticipo. "Sono indignata. Il presidente non ha pregato quando è venuto a St. John, né ha riconosciuto subito l'agonia del nostro Paese", ha dichiarato Budde intervenendo al programma Ac360 della Cnn.  "E in particolare, non ha riconosciuto l'agonia della gente di colore nella nostra nazione, che si chiede se mai qualcuno al potere riconoscerà le loro sacre parole. E che stanno giustamente chiedendo la fine di 400 anni di razzismo sistemico e supremazia bianca nel nostro Paese", ha aggiunto. "Voglio solo - ha insistito - che il mondo sappia che noi nella diocesi di Washington, seguendo Gesù e il suo modo di amare, ci dissociamo dal linguaggio incendiario di questo presidente. Seguiamo qualcuno che ha vissuto una vita di nonviolenza e amore sacrificale", ha rivendicato la vescovo che prima di essere assegnata a Washington aveva passato 18 di servizio alla Chiesa a Minneapolis. "Ci allineiamo con coloro che cercano giustizia per la morte di George Floyd e di innumerevoli altri", ha continuato. "E non riesco proprio a credere a ciò che i miei occhi hanno visto", ha confermato.     Trump si era presentato di fronte alla chiesa circondato da alcuni suoi collaboratori, tra cui il consigliere per la Sicurezza nazionale, Robert O'Brien, il procuratore generale, Bill Barr, il consigliere senior e genero Jared Kushner, il capo dello staff, Mark Meadows, il segretario alla Difesa, Mark Esper e il segretario alla stampa, Kayleigh McEnany. E' rimasto per qualche minuto, giusto il tempo di qualche scatto, prima di rientrare alla Casa Bianca. "Abbiamo il più grande Paese del mondo", ha affermato Trump all'esterno dell'edificio.

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