App Immuni pronta negli store

  • coronavirus fase 2

Immuni è stata caricata sugli store di Google e Apple. Fonti del ministero dell'Innovazione confermano ad Agi che l'app è pronta per essere usata, ma manca l''ok delle due big tech. In queste ore le case madri dei sistemi operativi iOS e Android hanno quindi i codici dell'app, che potrebbe essere disponibile gia' oggi  pomeriggio  per essere scaricata da tutti.  Il sistema di tracciamento dei contatti di Immuni, spiegano dal ministero, non sarà subito attivo. L'app sarà scaricabile forse giaà nelle prossime ore, anche se non è escluso possa servire qualche giorno.

Sperimentazione. La sua sperimentazione comincerà il 5 giugno in 4 regioni: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria. Da quanto si apprende, nel resto d'Italia l'app potrà essere scaricata ma il contact tracing non funzionerà. Con la pubblicazione dell'app la palla passerà al ministero della Salute che dovrà gestione della fase di sperimentazione. Il tempo stimato è qualche settimana.  

Sito lanciato. ​È stato lanciato il sito ufficiale all’indirizzo Immuni.italia.it si accede a una pagina che spiega funzionamento e finalità dell’app. "Immuni è un'app creata per aiutarci a combattere l'epidemia di COVID-19", si legge sulla pagina. "L'app utilizza la tecnologia per avvertire gli utenti che hanno avuto un'esposizione a rischio, anche se sono asintomatici". Sul sito c'è anche l'opzione 'Scarica l'app', che fa accedere alla possibilità di prenderla dagli store di Google e Apple, ma al momento l'operazione non è consentita. I copyright del sito sono a carico della Presidenza del consiglio dei ministri. "​Gli utenti che vengono avvertiti dall’app di un possibile contagio possono isolarsi per evitare di contagiare altri", si legge sul sito dell'app Immuni. "Così facendo, aiutano a contenere l'epidemia e a favorire un rapido ritorno alla normalità". Il sito, oltre alla sezione delle domande, offre una veloce panoramica del funzionamento: "Venendo informati tempestivamente, gli utenti possono contattare il proprio medico di medicina generale e ridurre così il rischio di complicanze", si legge. "A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del COVID-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, questo avviene senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente". Sul sito si legge inoltre che il governo sta lavorando "per permettere di scaricare Immuni anche da AppGallery al più presto". Questo consentirà l'utilizzo anche per gli utenti di smartphone Huawei, il colosso cinese della tecnologia". Presenti anche un link a tutta la documentazione pubblicata finora sulla piattaforma GitHub, che spiegano in dettaglio il funzionamento del software, e uno per guardare in anteprima la grafica dell'applicazione.

 L'esperto.«Nessuno di noi ha ancora mai visto la App Immuni ma sappiamo che ha lo scopo di dare un contributo al tracciamento dei contatti soprattutto in una fase in cui i casi sono più sporadici. Non ho dubbi che tecnicamente la App funzionerà, questo credo che dobbiamo darlo per scontato perché sono settimane che ci stanno lavorando. Quello che non sappiamo e che rappresenta un punto di domanda è quante persone la utilizzeranno, essendo su base volontaria. Ma d’altra parte non c'era alternativa, non si poteva rendere obbligatoria". Così Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, ordinario Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presidente società italiana pneumologia, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

ATTENZIONE AL VIRUS. Intanto, nelle ore in cui sta per essere resa disponibile l'app Immuni sui negozi digitali, molta attenzione alla  campagna di virus informatici che sta investendo l'Italia. A renderlo noto con un avviso Agid-Cert, la struttura del governo che si occupa di sicurezza informatica. Il virus si chiama FuckUnicorn e diffonde un ransomware (un virus che prende in ostaggio i dispositivi e poi chiede un riscatto) con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni. Si diffonde attraverso una mail che invita a cliccare su un sito fasullo che imita quello del Fofi, la Federazione Ordini dei farmacisti italiani.

 

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