Al Parco Nord il lato oscuro di Milano

  • Daniele Bresciani

Un detective che è una persona più che un personaggio. L’ispettore Miranda, protagonista del nuovo giallo di Daniele Bresciani, “Anime trasparenti” (Garzanti, p. 387, euro 18,60) indaga su tre casi che in realtà dovrebbero esser archiviati tra cui quello di Gloria, una donna con cui aveva avuto una relazione, investita da una macchina. Ne emerge il ritratto di una città, Milano, che ha un lato occulto ma anche una rete di solidarietà che protegge i più deboli.

Come ha inventato l’ispettore Miranda?
«Ho cercato di dare a Miranda qualcosa di mio. Mio nonno mi portava a passeggiare al Parco Lambro sin da bambino e io ho spostato Miranda al Parco Nord. Anche l’amore per gli animali mi appartiene: mia madre ancora si ricorda di quando a 5 anni ho infilato la mano in bocca a un pastore tedesco».

Miranda aveva una relazione molto stretta con Gloria. Quanto il coinvolgimento personale lo aiuta nelle indagini?
«Lo spinge a fare presto. C’era qualcosa di irrisolto nella loro relazione. Arrivare in fondo all’indagine, scoprire la verità, per lui è come chiedere scusa, la richiesta di perdono per qualcosa che è successo, per una rottura arrivata senza un vero motivo».  

La periferia ormai contagia il centro, basta pensare a quanto oggi sta succedendo con l’emergenza Coronavirus. Che ne pensa?
«Siamo sempre gli ‘altri’ di qualcuno. E ogni centro è la periferia di qualcosa. Quando ci si considera troppo al centro inevitabilmente se ne paga il prezzo. Oggi le divisioni hanno sempre meno senso: nord-sud, est-ovest, bianco-nero. Siamo una cosa sola e prima ce ne facciamo una ragione, prima riusciremo a fare qualcosa di buono per questo mondo».

ANTONELLA FIORI