Xenofobia, razzismo e oscurantismo della ragione

  • Biagio Maimone

In Italia si registra un aumento crescente di fenomeni di xenofobia e di razzismo. Il nostro Paese è divenuto sempre più teatro di degrado civile ed, ancor più, morale. Forme di razzismo e rifiuto dell’altro, in modo oltraggioso, si affermano senza freno alcuno, non certo in nome di un’ideologia politica, che, in ogni caso, non giustificherebbe assolutamente tali orrendi fenomeni, ma come espressione senza scrupoli della propria aggressività, ostentata con fierezza. Fa paura prenderne atto. 

C’è da chiedersi che cosa alimenta tale ondata di aggressività e di rozzezza umana. Vi è una responsabilità civile e politica? Riteniamo che nulla succeda per caso, soprattutto nell'ambito della vita sociale. 

Difatti, osserviamo che le fonti diseducative, tuttora presenti nello scenario socio-politico, sono di varia natura. La parola diventa “parolaccia”, in quanto deve offendere, in modo irruento, l’altro che si ritiene ostacolo, in quanto portatore di un pensiero diverso o proveniente da un luogo lontano. Pedate e solo pedate all'altro perché solo la violenza ratifica il proprio potere: questo è il messaggio che si legge, a volte apertamente, a volte in modo metaforico, tuttavia resta il messaggio predominante. Anche le donne diventano vittime di tale squallore. C'è da chiedersi che fine hanno fatto i diritti che la donna ha conquistato, nel corso dei secoli, attraverso un impegno molto sofferto.

Nuove forme di violenza è evidente che ne minacciano non solo i diritti acquisiti, ma addirittura la vita. Si constata che sono i più deboli le vere vittime di tale nuova ondata di violenza e barbarie. Difatti, la cronaca pone in evidenza che si offendono, in modo molto rude, e si riempiono di percosse persone inermi, anziani, ammalati e bambini incapaci di difendersi ed anche che si rievocano inni razzistici e simboli come la svastica. Sorge spontanea la domanda: è stata istituzionalizzata la follia per caso, o, forse, regna l’oscurantismo della ragione? 

BIAGIO MAIMONE

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