Amanti in fuga nell’Hotel degli amori smarriti

  • Chiara Mastroianni Hotel degli amori smarriti Christophe Honoré

CINEMA Quando il passato bussa alla porta e tu devi farci a pugni. Succede dopo vent’anni di matrimonio, un vortice di amanti e  una fuga. Anche se soltanto in una stanza dell’albergo davanti casa. Nell’“Hotel degli amori smarriti” che dà il titolo al film di Christophe Honoré, dal 20 febbraio in sala con Chiara Mastroianni premiata per questa interpretazione allo scorso festival di Cannes.

«Volevo riprendere la fronte ansiosa e le fossette iconiche di Chiara» dice il regista, e lei è entrata morbidamente «nei panni di una donna che più cerca di non pensare alla sua vita, più la sua vita risulta essere piena di protagonisti che vogliono parlare per lei, attraversa la strada sperando in qualche nuova prospettiva, di vedersi dall’esterno, di vedere il suo appartamento, suo marito e il suo matrimonio dall’alto ma si trova intorno il gruppo rumoroso di persone che sostengono di aver sofferto a causa sua, della sua libertà e dei suoi desideri».

È attraverso questa folla di personaggi del passato, di amanti perduti, di amanti delusi, di amanti mai amati, di amanti ritrovati che si racconta indirettamente la vita coniugale in questo film molto teatrale, che vuol essere una sorta di «favola per adulti, perché volevo una storia che assomigliasse più a un racconto coniugale che a un resoconto sulla vita di coppia». Un racconto con dentro tutte le domande che una coppia non può non farsi.

 

 

 

SILVIA DI PAOLA