Oscar, trionfa “Parasite” ed entra nella storia

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CINEMA Novantadue anni con sorpresa. Già, perché è la prima volta nella lunga storia degli Oscar che la statuetta per il miglior film, la più importante,va a una pellicola di lingua non inglese.Il film è “Parasite” del coreano Bong Joo-Ho  (che ha utilizzato il brano In ginocchio da te cantato da Gianni Morandi durante una scena del film) che porta  a casa anche altri tre corposi Oscar, per la regia (strappandola al sorprendente “1917” di Sam Mendes che vince solo per  sonoro, effetti speciali e fotografia), per la sceneggiatura originale e anche per il miglior film internazionale e che, subito confessa, «credevo che dopo aver preso l'Oscar per il film internazionale la serata per me fosse finita, mi stavo rilassando... ora vorrei avere una motosega e condividere questi Oscar con tutti voi».

Più prevedibili, invece, i due Oscar per gli attori protagonisti, a Renèe Zellweger che ha fatto rivivere in modo toccante la star bambina '“Judy” Garland e, per il bellissimo “Joker” a Joaquin Phoenix che sul palco ha gridato: «Il regalo più grande che mi ha dato il cinema è dar voce a chi voce non ce l'ha. È ora di iniziare a farci portavoce di cause giuste contro le disuguaglianze di genere e il razzismo».

E se l'altra sorpresa sono le ben 10 nomination di Martin Scorsese per “The Irishman” cui non è seguito neanche un Oscar, “C'era una volta ad Hollywood” di Quentin Tarantino deve accontentarsi dell'Oscar per la scenografia e per l'attore non protagonista Brad Pitt che lo ha ringraziato così: «Il premio è per te, sei originale, unico, raro. Il cinema sarebbe triste senza di te».

«In “Parasite” c'è un po' d'Italia»
«Oggi mi chiamano tutti come se avessi vinto l'Oscar ma l'Oscar l'ha vinto il film coreano non io...». Così Gianni Morandi sui social commenta la statuetta più prestigiosa dell'Academy assegnata a Parasite di Bong Joon. «Però la cosa bella – aggiunge il cantautore di Monghidoro – è che in questo film Parasite c'è dentro “In ginocchio da te”, una canzone che io ho inciso che non avevo nemmeno 20 anni».
«Comunque sono contento – conclude Morandi in un video messaggio sul social inframmezzato da spezzoni del lungometraggio – il film è bellissimo e dentro c'è qualcosa di italiano».

 

 

SILVIA DI PAOLA