L'amore sfiduciato ai tempi dello smartphone

  • Vittorino Andreoli

Che cosa succede alla coppia in un tempo di grande incertezza sociale come il nostro? L’aumento vertiginoso di divorzi e fallimenti amorosi fa pensare che si vivano in modo effimero anche i sentimenti. Di questo parliamo con lo psichiatra Vittorino Andreoli, autore di “Homo incertus”, (Rizzoli, p. 192 euro 18,50), un saggio di grande respiro che abbraccia tantissime tematiche - dall’immigrazione allo strapotere della tecnologia nelle nostre vite.

Professore, perché questa difficoltà nell’impegnarci in una relazione?
«In questo momento storico, noi consideriamo ogni persona che incontriamo e non conosciamo, un potenziale nemico. E un nemico ci fa paura, e di fronte alla paura si reagisce in due modi: o con la fuga o l’aggressività. In pratica, viviamo le relazioni senza un senso di fiducia, con sospetto».

Il nostro tempo dove siamo tutti connessi, sembra agevolarci nell’entrare in contatto con l’altro. Cosa non funziona?  
«Il problema è lo smartphone, sostegno a quella che io chiamo “cultura del nemico, un modo per non affrontare i problemi che ci sono da sempre nei legami affettivi. La fortuna di questo strumento è che crea una comunicazione indiretta tra le persone. Anche in una coppia che convive se ci si deve dire qualcosa di importante lo si fa in un messaggino».

Moltissime persone passano la maggior parte del tempo sui social. Possiamo tornare indietro?  
«No, ma per me la vittoria dei social è la fine della civiltà. Sostituiamo tutti i rapporti relazionali con quelli virtuali per non avere un vero confronto. È scomparso dal vocabolario tutto quel che comincia con “co”: confronto, comprensione, compassione».

ANTONELLA FIORI