Gabbani: «A Sanremo con profonda leggerezza»

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MUSICA A Sanremo è sempre andato benissimo. Primo fra i giovani nel 2016 con “Amen”, ha bissato fra i big l’anno dopo con “Occidentali’s Karma”, portando sul palco anche la famosa “scimmia”. Per il festival 2020 Francesco Gabbani ha in mente qualcosa di diverso. 

Niente tormentoni, stavolta? 
«Porterò sul palco un altro mio volto. È uscita “Viceversa” che mi ha emozionato. L’ho proposta, è stata accolta. Vado al festival molto sereno, con un pezzo che parla d’amore in senso universale».

Che cosa ci vuole trasmettere? 
«L’idea che in ogni rapporto d’amore, non solo di coppia, ci vuole reciprocità, dare e avere. Purtroppo oggi, invece, c’è una forte tendenza all’individualismo più sfrenato, anche a discapito degli altri». 

Arriverà un album? 
«Sì, uscirà il 14 febbraio e si chiamerà sempre “Viceversa”. Perché il filo conduttore è lo stesso: un inno alla condivisione, alla collettività. È il frutto di un mio periodo di introspezione dopo il successo: ho cercato di capire chi ero e come venivo percepito. Parlo di etica sociale, di relativismo, dell’accettare i punti di vista altrui». 

Uno dei pezzi più forti è “Bomba Pacifista”. 
«Una canzone visionaria, di speranza. In un mondo in cui vince chi è più forte e più furbo, la vera rivoluzione sociale potrebbe arrivare dalla carica esplosiva di  gentilezza, timidezza e compassione». 

Temi importanti: non ha paura di volare troppo alto? 
«No. Perché la musica è pop Io la chiamo “profonda leggerezza”». 

DIEGO PERUGINI