«Ritorno in scena con tutto il cuore»

  • Milano/Teatro

MILANO Si intitola “Con tutto il cuore” ed è la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, di scena da stasera al 23 gennaio al Nazionale.

Dopo il successo degli appuntamenti  su Rai2 e il Capodanno in teatro a Firenze, sbarca a Milano. Salemme, lei non si dà proprio tregua... 
«Eh sì, ma se non lo faccio adesso, quando? Comincio ad avere una certa età...».

Stavolta in scena interpreta Ottavio Camaldoli: chi è costui? 
«È un professore di lettere antiche, un uomo mite che adora la tranquillità. Ma è cardiopatico e si ritrova all’85esimo posto nella graduatoria per un trapianto. Poi scoprirà che  l’hanno fatto avanzare perché gli verrà impiantato il cuore di un killer detto “Il Barbiere”: alle vittime faceva barba e capelli. Uscito dall’ospedale, la madre e il fratello del killer gli chiederanno di vendicarlo».

Il povero Camaldoli si ritrova pure a combattere con una ex moglie, una figlia 18enne che si è installata a casa sua, il nuovo compagno della ex, divani e poltrone spariti...
«Già. Potrebbe scegliere di diventare cattivo, avendo ormai il cuore di un feroce killer, ma non sveliamo di più».

I suoi personaggi sono sempre un po’ (tanto) “sfigati”: fanno ridere così tanto?
«I vincenti sono eroi: fanno piangere, innamorare. Gli “sfigati” cercano l’affetto del pubblico che si consola dicendosi “C'è chi sta peggio di me, meno male”».

Già in “Amore a prima vista” lei aveva toccato il tema del trapianto di organi. Qui ricorda un po’ “Cuore di cane” di Bulgakov. Favorevole o contrario alle donazioni di organi post mortem?
«Assolutamente favorevole: si salvano tante vite ed è un gesto bellissimo».

PATRIZIA PERTUSO

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