Ci vuole coraggio per essere migliori

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INTERVISTA Che cosa vuol dire essere migliori? Viviamo secondo un modello di sviluppo consumistico e competitivo, abbiamo come metro della qualità della nostra esistenza ciò che possediamo e otteniamo come soldi, carriera, riconoscimenti.  Ma è davvero questo che migliora la nostra vita, che ci guarisce dalle pene quotidiane? Vito Mancuso nel suo nuovo saggio “La forza di essere migliori” (Garzanti, p. 368, euro 18) recupera, applicandola all’oggi, la pratica delle quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.

Professor Mancuso, tutti oggi vogliono essere i migliori…
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Esatto, tutti vogliono essere “i” migliori, mentre solo alcuni si curano di essere migliori, senza la “i” davanti. Voler essere i migliori indica un rapporto con gli altri, l’esterno, ma anche una supremazia sull’altro. Al contrario quando uno dice voglio essere migliore, il termine di paragone è innanzitutto interiore».

Cosa significa essere migliori come esseri umani?
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L’essere umano è intelligenza, volontà e sentimento. E quindi essere migliori come essere umani significa esercitare la prudenza che è l’intelligenza di capire veramente quali sono le diverse situazioni che viviamo. La seconda qualità fondamentale è esercitare la volontà in modo tale da non volere solo il proprio interesse particolare. La terza caratteristica è il sentimento. Il primo sentimento che attanaglia tutti è la paura. E quindi per essere migliori c’è bisogno della “fortitudo” dei latini che in italiano possiamo anche tradurre con coraggio. A tutto questo bisogna aggiungere temperanza, l’equilibrio».

Questo ripulire la nostra interiorità in che modo può avere effetto nella società del selfie, dove è premiato e riconosciuto solo come si appare all’esterno?
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Bisognerebbe prendere atto che stiamo vivendo, in Occidente, e in Italia in particolare, una profonda crisi dei valori umani. Per avere qualche effetto nella società del selfie bisognerebbe rivoluzionare la scuola per far crescere nei giovani il desiderio, l’entusiasmo, la motivazione, il gusto. A partire dalle elementari toglierei molte trasmissioni di nozioni e introdurrei attività che favoriscono la creatività».

ANTONELLA FIORI