Starliner ha fallito non ha raggiunto la Iss

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Il tentativo della Boeing di inviare la navicella Starliner sulla stazione spaziale internazionale è fallito: la navetta riutilizzabile CST-100 Starliner è decollata correttamente da Cape Canaveral, in Florida, ma non ha raggiunto l’orbita programmata, rendendo impossibile la missione di aggancio all'Iss. Nessuna persona era a bordo della capsula. Il lancio, avvenuto alle 6:36 (le 12:36 in Italia) faceva parte degli ultimi test prima di avviare la missione Starliner con, a bordo, astronauti della Nasa. Sarebbe stato un passo importante per la ripresa dei viaggi spaziali con persone, obiettivo a cui gli Stati Uniti stanno lavorando da quando lo Space Shuttle è andato in pensione e la Nasa si è vista “superata” dall’Agenzia spaziale russa. “Riteniamo si sia consumato più carburante del previsto”, ha spiegato l’amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, a commento del flop.

Starliner. Starliner avrebbe dovuto atterrare alla stazione internazionale e poi tornare alla base in tutta sicurezza, per dimostrare la sua affidabilità. Ma l’orbita non è stata raggiunta dopo un problema tecnico al sistema di controllo del volo, un fuori programma breve ma sufficiente a portare l’astronave sull’orbita sbagliata. I tecnici di volo hanno provato a collegarsi con la capsula, ma la comunicazione è risultata interrotta. Boeing ha annunciato che la missione continuerà nei prossimi mesi.  Se ci fossero state persone a bordo, hanno spiegato, “sarebbero comunque tornate alla base sane e salve”. E la Nasa ha fatto sapere che il risultato di questo primo volo di prova non avrà ricadute sul programma Commercial Crew che ha come obiettivo di riprendere, grazie a un'alleanza con aziende private, i viaggi nello spazio dal territorio degli Stati Uniti e con astronauti e navicelle fabbricate nel Paese, cosa che non succede dal 2011.      Per realizzare la navicella, in grado di portare fino a cinque astronauti in orbita intorno alla terra, Boeing ha ricevuto 5 miliardi di dollari dalla Nasa.

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