Nei bei tempi andati quando Dio era femmina

  • Ginevra Bompiani

Davvero è esistito un momento dell’umanità in cui Dio era donna? Ed è possibile tornare a un’organizzazione economica e sociale non basata su criteri di aggressività e oppressione, ma alimentata da una sapienza inclusiva e collaborativa? È un viaggio bellissimo quello di Ginevra Bompiani nel suo nuovo saggio “L’altra metà di Dio” (Feltrinelli, p.275 euro 19) alla scoperta di un’epoca dove Dio era femmina, anche se nessuno sembra ricordarlo oggi.

Ginevra Bompiani, Dio è femmina?
«C’è stato un periodo, prima dell’avvento del patriarcato, in cui maschile e femminile erano alla pari, nessuno dei due opprimeva l’altro ma ciascuno viveva secondo la propria natura. E la natura femminile comportava il culto della divinità e la conoscenza, perché era la donna a possedere e tramandare il sapere. L’autorità era della nonna, della madre, della sacerdotessa, ma era più che altro un’autorità morale».

Come mai la donna ha perso questo potere divino?
«Fra il quinto e il terzo millennio A.C., ci sono state invasioni di popoli nordici, portatori di un altro tipo di civiltà, che hanno invaso e combattuto un mondo mite e indifeso. Questi popoli del Nord, che la grande archeologa Gimbutas chiama i Kurgan (dai tumuli in cui seppellivano i loro morti), usavano i cavalli e i carri, contro città non fortificate.  In quei due millenni si è andato affermando un mondo guidato dalle armi e dal ferro, in cui le donne non erano più partecipi della vita sociale e amministrativa, ma camminavano dietro i carri con i loro figli, asservite e schiave. Negli scavi archeologici che riguardano le popolazioni dal settimo al quinto millennio, invece, si ritrovano città e insediamenti senza armi e muri di protezione, ma case di uguali dimensioni inframezzate da luoghi di culto. La religione permeava la vita politica e quotidiana».

Come si fa a tornare a un mondo dove Dio è donna?
«Non è necessario che si torni al culto della dea, ma bisogna far riaffiorare un femminile pieno, ricco, che non sia solo quello della donna che cura i figli e li alleva. La donna deve allevare il mondo».

ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife