Sanità, l'Italia è nella top ten

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ITALIA.  Il sistema sanitario italiano è tra i primi 10 al mondo. È quanto emerso dal Global Burden of Disease (GBD) Study, coordinato dall’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Public Health. I ricercatori hanno valutato la qualitaà dei sistemi sanitari dei vari Paesi valutando diversi aspetti, dall’accesso e qualità delle cure ai dati sulla mortalità, sulla disabilità, sull’aspettativa di vita e su molti altri ancora, che coprono un periodo che va dal 1990 al 2017. Ebbene, il sistema sanitario italiano si è aggiudicato la nona posizione per qualità dopo Islanda, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia. 

Bene l’aspettativa di vita
Le  performance del nostro Paese sono state valutate positivamente grazie allo stato di salute generale della popolazione italiana e soprattutto per via dell'aspettativa di vita, tra le più  alte (ottavo posto al mondo con 85,3 anni per le donne e 80,8 anni per gli uomini). I dati mostrano che, nel periodo considerato, la mortalità per patologie cardiovascolari si è ridotta del 54 per cento, quella per tumore del 28 per cento, quella per incidenti stradali del 62 per cento. 

Alcune ombre
Tuttavia, dallo studio emergono anche ombre. A causa del basso tasso di fertilità (1,3 per cento), tra i più bassi al mondo, la popolazione italiana invecchia più' rapidamente e, considerata l’elevata aspettativa di vita, sono aumentate le malattie croniche legate al’'età. A fronte di questo lo studio ha fatto emergere un importante riduzione delle risorse pubbliche investite in salute, a cui è seguito invece un aumento della spesa privata. 
Più precisamente dal 2010 al 2015 il finanziamento statale in rapporto al Pil è sceso dal 7 al 6,7 per cento, mentre la spesa privata per la salute è aumentata dall’1,8 al 2 per cento. C’è molto da fare anche sul fronte degli stili di vita. Si stima, infatti, che nel 2017 circa 44.400 morti per tumore sono attribuibili al fumo, 12mila al consumo di alcolici, 9.500 a sovrappeso e obesità. E ancora: 47 mila morti sarebbero causate da malattie cardiovascolari legate al colesterolo alto, 28.700 decessi sarebbero collegati a una dieta povera di cereali integrali, 15.900 alla scarsa attività fisica e così via. 

Due sfide per l’Italia
«Le nostre scoperte - concludono i ricercatori - dovrebbero essere utili ai responsabili politici e agli esperti del sistema sanitario italiano» per affrontare le sfide del futuro, come l’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei finanziamenti pubblici per la salute.

METRO

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