Tiziano Ferro: «Accetto il miracolo del cambiamento»

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MILANO Cambiamento. È la parola d'ordine di Tiziano Ferro, in uscita domani col nuovo cd “Accetto miracoli”. 

«Nel giro di poco ho cambiato vita, sto negli Usa, mi sono sposato. E questo si riflette nella musica», racconta. Alla base c'è la collaborazione col grande produttore americano Timbaland, «che mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone». 

Nei testi tanto privato, fra amore, affetti persi e trovati, solitudine e voglia di vita. E i conflitti interni ricorrenti nella sua poetica. «Ma rispetto al passato ora lascio che la vita faccia il suo corso, accetto le cose anche se non le capisco».

In scaletta spicca “Balla per me”, in duetto con Jovanotti: «Sempre stato un suo fan: avevo diario, astuccio e poster. E a Carnevale mi vestivo come lui».

Qualche riflessione sull'Italia: «È il mio Paese, lo amo. Ma sono confuso e preoccupato per la mancanza di civiltà, soprattutto fra chi ricopre ruoli istituzionali. Bisogna andare a votare, io l'ho sempre fatto». 

Col tempo Tiziano Ferro è riuscito anche a tollerare gli attacchi degli haters: «Mi prendo una pausa invece di rispondere a tono. E sto meglio. Ma si sente il bisogno di una legge contro l'odio. Perché su sessualità e sentimenti non bisogna scherzare». Una frecciata, neanche troppo velata, a Fedez, che ebbe per lui parole poco lusinghiere. 

L'anno prossimo il tour negli stadi: il 5 e 6 giugno a San Siro, Milano; l'11 all'Olimpico di Torino e il 15 luglio all'Olimpico di Roma: «Una grande soddisfazione. Oggi si vendono meno album e il vero disco di platino è diventato il live».

 

DIEGO PERUGINI