Dermatologia etnica, un workshop a Napoli

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“Riconoscere e prevenire: il ruolo della corretta accoglienza e della mediazione culturale e linguistica nella tutela della salute”. È il titolo del workshop interattivo organizzato dall’ambulatorio di Dermatologia e venereologia etnica dell’Azienda ospedaliera universitaria “Federico II” di Napoli, in programma domani, 22 novembre, dalle ore 13, per proseguire poi il prossimo 3 dicembre. Un corso che si pone l’obiettivo di fornire gli strumenti teorico-pratici di educazione sanitaria e medicina preventiva per un rapido riconoscimento delle principali affezioni dermatologiche, che si inserisce nell’ambito del progetto “La pelle non ha colori”, rivolto a tutti i responsabili dei centri di accoglienza presenti sul territorio campano.

La mission del workshop. “Il nostro intento è quello di far conoscere tutta l’attività svolta e i servizi sanitari ultraspecialistici offerti dalla clinica, ma soprattutto - spiega la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, responsabile del progetto e direttrice dell’Unità operativa complessa di Dermatologia  clinica - quello di creare una rete di solidarietà tra i diversi attori che si prendono cura di questa fascia di pazienti, che spesso vivono in condizioni di indigenza e che necessitano di un’accoglienza molto più articolata della semplice visita dermatologica”. “Vogliamo così preparare gli operatori impegnati nei centri di accoglienza, al fine di garantire un’assistenza sanitaria adeguata e mirata nel più breve tempo possibile”, aggiunge la Fabbrocini.

L’ambulatorio. In uno scenario dominato da crescenti flussi migratori e dalla globalizzazione diventa necessario fornire agli operatori socio-sanitari e ai mediatori linguistico-culturali strumenti di intervento volti ad assicurare una risposta efficace al bisogno di tutela della salute della persona straniera sul territorio italiano (Art. 35 c. 2 della Costituzione). L’intento con cui è nato l’ambulatorio di Dermatologia etnica è di identificare, prevenire, riconoscere e curare le diverse malattie dermatologiche e venereologiche (dermatosi genitali e infezioni sessualmente trasmesse), interessanti i migranti e le popolazioni mobili. La struttura operante al Federico II rappresenta un presidio, all’avanguardia nel suo genere, etico/etnico di Sanità di secondo livello, attivo sul territorio campano e nazionale di accoglienza dei migranti delle più diverse provenienze.

GIORGIA BONDANINI

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