I cambiamenti climatici li pagheranno i neonati

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ROMA Il climate change danneggerà la salute di un’intera generazione a meno che non ci siano tagli immediati alle emissioni di combustibili fossili, senza contare l'aumento delle malattie infettive mortali e l’aumento delle vittime della malnutrizione. I bambini di tutto il mondo stavano già soffrendo gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico e di eventi meteorologici estremi, ma il peggio probabilmente  deve ancora arrivare. È l’allarme lanciato dal rapporto annuale sull’impatto del cambiamento climatico sulla salute umana pubblicato dalla rivista scientifica inglese Lancet.

Il peggio del clima

Malattie trasmesse dall'aria, effetti della malnutrizione prodotta dalla cattiva gestione delle colture, e anche traumi fisici e mentali causati dall'aumento delle inondazioni improvvise e degli incendi. Il quadro tracciato è preoccupante. Agosto è stato il mese più caldo mai registrato e la temperatura sulla Terra è già aumentata di un grado Celsius  anche a causa dell’industrializzazione e dalla produzione di gas serra. Il trattato di Parigi sul clima del 2015 impone alle nazioni di limitare gli aumenti di temperatura a 2°C, o preferibilmente a 1,5°C, ma le emissioni continuano ad aumentare di anno in anno, mettendo il pianeta su un binario che potrebbe portare ad un aumento della temperatura di 4°C entro la fine del secolo, con conseguenti rischi per la salute umana.

I neonati di oggi

«Un bambino nato oggi ha un’aspettativa di vita media globale di 71 anni, dunque arriverà al 2090», ha detto Nick Watts, direttore esecutivo di The Lancet Countdown. Il rapporto, compilato da 120 esperti, ha utilizzato gli ultimi dati disponibili per la registrazione del clima per prevedere le tendenze globali della salute man mano che il mercurio salirà nei decenni. In alcune parti del mondo, gli effetti del cambiamento climatico sulla salute iniziano già nelle prime settimane di vita di un bambino. Negli ultimi 30 anni, il potenziale di rendimento globale delle colture di base come il mais, il grano invernale e il riso, sono tutti diminuiti, mettendo i neonati e i bambini piccoli ad alto rischio di malnutrizione.

Crescita rallentata

La malnutrizione infantile ha un impatto su ogni fase della vita di un bambino, rallentando la crescita, indebolendo il sistema immunitario e sollevando problemi di sviluppo a lungo termine. Un maggior numero di bambini sarà inoltre soggetto a epidemie di malattie infettive, spiega il rapporto di Lancet.

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