“Pezzi Unici”, una fiction sui mestieri scomparsi

  • Pezzi Unici Castellitto Torrini

TELEVISIONE Si chiamano Jess (Lucrezia Massari), Lapo (Leonardo Pazzagli), Valentina (Carolina Sala), Elia (Moisé Curia) e Erica (Anna Manuelli). Sono i cinque “Pezzi Unici” dell’omonima fiction firmata da Cinzia Th Torrini, in onda da domenica 17 in prima serata su Rai1 e RaiPlay per sei puntate.
Accanto a loro, Vanni (Sergio Castellitto) e Marcello (Giorgio Panariello), un falegname e un fabbro con le loro botteghe nella culla artigianale di Firenze.

«Stavolta – spiega Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction - raccontiamo le botteghe artigiane in un romanzo di formazione vera e propria in cui si sente anche l’odore del legno. Castellitto è un falegname che insegna il suo mestiere a cinque ragazzi che in passato hanno avuto problemi con la giustizia e ora sono in una casa famiglia. Il tutto avviene dopo la morte del figlio, Lorenzo (Lorenzo De Moor, ndr), in circostanze misteriose. È un maestro duro, difficile che da una parte offre a questi ragazzi una seconda possibilità e dall'altra sceglie di offrire a se stesso la possibilità di capire dove, come padre, ha sbagliato».

Signora Torrini, lei torna alla fiction dopo “Sorelle”, girato a Matera. E stavolta ha scelto la sua Firenze.
«Quando ero una ragazzina, tutti i giorni per andare a scuola passavo davanti alle botteghe degli artigiani. Ne conobbi uno e con lui scoprii un mondo che ormai sta scomparendo. Un mondo fatto di manualità e di grande creatività, un mondo fatto di odori particolari e di persone che si mettevano in gioco in prima persona. Ho voluto ritrarre proprio quel mondo inserendo i cinque “Pezzi Unici” in questa storia a metà tra il racconto generazionale, la crime story, il drammatico e un viaggio nei sentimenti».

Signor Castellitto, chi è Vanni?
«Un padre che ha appena perso il figlio in circostanze misteriose. Un falegname bravissimo, ma un padre pessimo. È un fallito, e come tutti i falliti diventa un personaggio fondamentale. Vanni  cerca, attraverso i cinque ragazzi che andranno a lavorare con lui, di ricordare il figlio e capire: deve farlo, deve assolutamente  comprendere cosa ha sbagliato e cosa è successo nella notte in cui è morto Lorenzo».

Signor Panariello, lei invece interpreta Marcello, un fabbro burbero che insegna il mestiere alla figlia…
«Diciamo che sono il più giovane dei cinque ragazzi difficili, via… Da 20 anni faccio il bagnino e da tanto tempo dico che posso anche essere un pwrsonaggio drammatico. Cinzia, durante le riprese, mi ripeteva di continuo “Non fare Panariello!” oppure “Occhio, stai facendo il bagnino...”. Mi sono tolto di dosso tutte le maschere che avevo e ho lavorato molto in sottrazione».

La fiction si sviluppa su diversi piani attraverso un uso dei flashback molto attento, come se si dovesse ricomporre un puzzle, forse un po’ come quel tavolo che troneggia nella sua bottega, Castellitto, e che lei stava realizzando con suo figlio.
«È così. L’uso del flashback fa crescere il racconto e prende per mano lo spettatore portandolo a spasso nei meandri della storia Poi ciascuno si farà il suo film – mi scusi, sono vecchio: lo chiamo ancora film – scegliendo la chiave che preferisce».

Una domanda per tutti e tre. Chi è oggi un “pezzo unico”?
Torrini – «Ciascuno di noi deve esserlo, dobbiamo pensare con la nostra testa».
Panariello – «La ribollita è unica! Seriamente: per me Wojtyla, pur essendo molto ferreo ha intessuto rapporti con tutto il mondo. Unico».
Castellitto – «Viviamo in un periodo di grande confusione e ambiguità politica. Se ne dovessi scegliere uno sarebbe un operaio dell’Ilva. Ci aggiriamo nella giungla agghiacciante dei social che ci rende tutti invisibili. Dobbiamo recuperare la nostra identità e la nostra unicità. Che poi, ciò che ci rende unici davvero sono i nostri difetti, non siamo mica nati per essere santi».

Signora Andreatta, “Pezzi Unici” sarà un pezzo unico o ci sarà una seconda stagione?
«La storia è molto complessa. Un sequel non deve mai vivere di rendita. Vedremo quali saranno le proposte».
 

Signora Torrini, mi rivolgo a lei, allora...
«Di materiale ne abbiamo già un po’. Intanto pensiamo alla messa in onda di queste sei puntate. Poi vedremo».

Castellitto, domanda immancabile. Progetti per il futuro?
«In cantiere c’è “Il materiale emotivo”, un film di cui sono anche regista, ma non dirò di più».

È di oggi la notizia che suo figlio Pietro interpreterà Totti in una fiction…
«Sono romanista e su questo non metto bocca».

Panariello, lei invece cosa farà?
«Posso annunciare che non interpreterò Totti, ma sua moglie Ilary sempre nella fiction di cui parlava prima! Scherzi  a parte, il prossimo anno compirò 60 anni e “Torno sabato” 20. Sto lavorando ad uno spettacolo teatrale in cui porterò tutti i miei personaggi e i miei monologhi. Sento la voglia di raccontarmi. Poi, lo spettacolo sarà trasmesso anche in tv nella prossima stagione. Intanto faccio il “pezzo unico”».

PATRIZIA PERTUSO