Sull’ex Ilva è stallo M5S contro lo scudo

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ROMA I vertici di ArcelorMittal non hanno risposto alle controproposte avanzate dal premier Giuseppe Conte sull’ex Ilva - scudo penale, revisione del contratto d’affitto, eventuale cassa integrazione - e ieri hanno inviato i propri legali a depositare al Tribunale di Milano l’atto di citazione in cui viene chiesto il recesso dal contratto di affitto dell’impianto di Taranto. ArcelorMittal chiede anche di accertare e dichiarare che il contratto «si è risolto per sopravvenuta impossibilità» perchè «è venuto meno un presupposto essenziale» e perchè le società ricorrenti non hanno alcun «interesse apprezzabile parziale» all’adempimento del contratto. Intanto il premier Conte ha incontrato diversi parlamentari M5S pugliesi, in primis quelli tarantini, per ribadire il suo impegno. Ma sul tema della tutela legale il confronto si è irrigidito, con l’ex ministra Barbara Lezzi che ha ribadito: non abbiamo votato lo scudo prima e non lo faremo ora. «Se qualcuno della maggioranza presentasse un emendamento per la reintroduzione dello scudo penale per ArcelorMittal a Taranto sarebbe un problema enorme», ha messo in chiaro Luigi Di Maio.

Giovedì il Consiglio dei ministri

Il tema però non è sul tavolo, visto che - come hanno spiegato anche fonti dem - si potrà riproporre, eventualmente con un decreto, solo se ci saranno le condizioni per far ripartire il dialogo tra governo e ArcelorMittal. Nel frattempo Conte ha chiesto a tutti i ministri di portare «idee per Taranto» nel Consiglio dei ministri convocato per giovedì. Fim, Fiom e Uilm hanno risposto ad ArcelorMittal chiedendo «un incontro urgente e un confronto per discutere sulle prospettive e sul rispetto degli accordi e impegni assunti», ribadendo che «non sussistono le condizioni giuridiche per la rescissione del contratto».

Rischio paralisi

Ma i sindacati avvertono che «Arcelormittal sta fermando lo stabilimento di Taranto e così non lo riprenderà nessuno perchè per poter mettere in funzione gli altoforni servono 700 milioni di euro», come ha sottolineato il segretario della Uilm, Palombella. E si profila il rischio che tra una decina di giorni possano essere costretti a fermarsi gli impianti di Genova Cornigliano «perchè non hanno i coils di Taranto da rilavorare. E questo non c’entra con lo scudo penale».

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