L’ingegnere che costruisce da zero le bici elettriche

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Ha disegnato da zero un’impresa puntando sul servizio al cliente, sull’eccellenza del prodotto e sul mondo che verrà. Che per lui sarà necessariamente su due ruote. «Il futuro è la pedalata elettrica. Oggi uno scooter in città viaggia in media a 25 chilometri orari. Ed è proprio la velocità massima di una e-bike», racconta Massimo Corea, cinquantenne nato a Catanzaro, ma da una vita a Bologna. Sotto le Due Torri Massimo si è laureato in ingegneria meccanica e parallelamente all’università ha iniziato a lavorare in un gioiello italiano conosciuto nel mondo. «Mi sono laureato lavorando in Ducati. Lì ho iniziato a occuparmi part-time delle visite aziendali per far vedere il processo produttivo, poi col tempo ho ricoperto altri ruoli», ricorda Massimo, che ha creato col suo team anche una delle moto più vendute al mondo. A seguire varie esperienze da dipendente. Poi a 43 anni la svolta. «Ho deciso di mettermi in proprio e di fare impresa, inizialmente da solo, poi ho trovato quattro investitori italiani». Così è nata Ekletta, navigabile su Ekletta.it. «Nel mondo della bici elettrica mancavano i processi, la struttura, il metodo. Oggi noi prevediamo un’assistenza costante, persino un tagliando con sistema gestionale digitalizzato. L’innovazione sta nella tecnologia a supporto e nell'approccio automotive messo nel settore bici. Creiamo così una relazione con il compratore. Pensa che facciamo l’immatricolazione della bici con il numero di telaio punzonato e un QR Code. Un tracciamento unico al mondo», spiega Massimo, che ha iniziato ad intercettare una community motivata e dal cuore verde.  Insomma, un modo per ripensare la bici elettrica come un veicolo vero e proprio. L’azienda conta una quindicina di collaboratori, tra cui dieci agenti sul territorio, vendendo tra le 600 e le 1000 bici elettriche all’anno. Presenza forte in Italia e negli ultimi mesi apertura in Spagna, Svizzera, Croazia e Austria. «Siamo un brand premium. Il modello più economico costa 1350 euro, quello top di gamma arriva a 3.000 euro. «Il futuro è nella bici elettrica, scooter e moto sono già fuori mercato. La bici elettrica si ricarica come un rasoio elettrico con una spina normalissima. Perché è cambiata la mobilità. D’altronde i giovani vogliono lo smartphone, non la moto. Vogliamo spostarci senza spendere soldi e facendo bene all’ambiente», dice Massimo. Ekletta viene prodotta attualmente fuori dall’Italia, ma dal 2020 verrà assemblata tra Piove di Sacco e Cesenatico. Dalla terra capitale mondiale delle pedalate nascerà un nuovo modo di pedalare sostenibile.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

 

 

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