«La mia faccia d'epoca ora la presto al Mago Zurlì»

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ROMA Da “Quarantaquattro gatti” al “Caffè della Peppina” passando per “S'io fossi Leonardo”, “Il walzer del moscerino” o “Il torero Camomillo”. Chi è “diversamente giovane” se le ricorderà tutte. Chi, invece, è ancora troppo giovane per ricordarsele, avrà sicuramnete voglia di andarsele ad ascoltare. Perché quelle canzoni cantate dai bambini tornano protagoniste nel film tv “I ragazzi dello Zecchino d'Oro”, su Rai1, domenica dalle 21,20.

Non è la prima volta che Mamma Rai propone quella che è stata la sua Storia, ma stavolta è un'operazione un po' diversa rispetto alle precedenti. Lo Zecchino d'Oro, ideato da Cino Tortorella con Mariele Ventre nel 1959, ha regalato vite diverse a tanti bambini che, se non fosse stato per la musica, si sarebbero "persi”. Proprio come quel Mimmo, figlio di immigrati a Bologna dalla Sicilia che, a nove anni, alla scuola preferiva la strada ma amava cantare.

Il film tv parte da qui per svilupparsi nel corso di quegli anni Sessanta che respiravano ancora il boom economico.

Ad interpretare Mariele Ventre, la maestra di musica, c'è Matilda De Angelis mentre a vestire i panni di Cino Tortorella ci pensa Simone Gandolfo.

Prima di questo film tv lei, fra le altre mille cose che ha fatto, ha lavorato anche in “C'era un volta Studio Uno”: ormai per lei gli anni '60 sono diventati in Rai il “pane quotidiano”...
«Diciamo che dal Settecento fino ad oggi ormai li ho bazzicati tutti anche se gli anni '40 e i '70 sono queli che ho frequentato maggiormente. Si vede che ho una faccia d'epoca...».

Ora diventa Cino Tortorella, anzi Mago Zurlì. Come si trova in quel personaggio particolare?
«Mi diverto sempre quando recito, ma stavolta farlo con quel costume è divertentissimo».

Indossare corpetto aderente in vita e calzamaglia le ha creato problemi nella recitazione?
«Ho dovuto costruire tutti i movimenti sentendomi sostenuto dal costume invece che schiacciato. Tortorella quando interpretava Mago Zurlì si muoveva in modo particolare: usava il corpo come se stesse danzando».

C'è qualcosa di Tortorella che sente anche suo?
«Quando alla fine decidono di fare in tv lo Zecchino d'Oro mi sono reso conto che, proprio girando quella scena, Mariele e Cino avevano una coscienza del ruolo che ricoprivano nella società comprendendo perfettamente che la televisione sarebbe stato “il” mezzo. Sono stati due precursori eccezionali».

Ad interpretare Mariele Ventre c'è Matilda De Angelis con cui lei lavora per la prima volta. Come è andata?
«Benissimo. Prima di conoscerla personalmente la stimavo come artista. Poi è capitato di lavorare insieme: a volte succede che si stima molto una persona, ma poi quando la si incontra ci si rende conto che umanamente non è il massimo. Invece Matilda è fantastica: ha un grande spessore e nello stesso tempo è molto semplice».

Lei è nato negli anni Ottanta. Che ricordo ha della Zecchino d'Oro?
«Per me è stato il punto di riferimento prima che arrivasse “Bim Bum Bam”».

Se avesse potuto partecipare al concorso che canzone avrebbe voluto cantare? 
«“Il Pulcino”. Quella che fa.... Il Pulcino.... no, non mi viene. Comunque quella».

E se avesse per un attimo la bacchetta magica di Mago Zurlì che farebbe?
«Cercherei di fare in modo che ciascuno vivesse nel benessere per se e per gli altri, seguendo la via della bellezza».

A proprosito di benessere: sta lavorando al film “Io sono Vera”, regia di Beniamino Catena di cui lei è produttore. Si trova meglio “dall'altra parte” piuttosto che davanti alla macchina da presa?
«Si tratta di cose diverse, ma la produzione mi affascina moltissimo. E comunque sto continuando a stare davanti alla macchina da presa con “Medical Report” sempre per la Rai».

Il medical drama che segnerà il ritorno in tv, sulla Rai, di Luca Argentero...
«Sì, interpreto il nuovo compagno della protagonista, Matilde Gioli. Argentero perde la memoria e la recupera dopo 10 anni. Nel frattempo la sua compagna si è sposata con me. Ma, per ora, resto Mago Zurlì».

PATRIZIA PERTUSO

 

 

 

 

 

 

 

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