Con la carne rossa viene il cancro?

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Il dibattito su reali rischi e benefici della carne rossa è sempre più acceso, supportato da studi scientifici che ne associano il consumo a un aumento del rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro e altre malattie. È bene precisare che gli studi epidemiologici offrono dati di correlazioni che non possono essere interpretati come prove di un rapporto di causa-effetto. Ciò significa che si può parlare di aumento della probabilità che compaia la malattia, quando si consuma carne rossa o lavorata, ma non si può dire che la malattia comparirà sicuramente in conseguenza del loro consumo. È bene sottolineare che l’aumento del rischio di comparsa del tumore dipende dalla quantità e frequenza di consumo. Gli adulti non dovrebbero mangiare più di due volte a settimana una porzione, pari a 50 grammi, di carne lavorata (salumi, insaccati, carne in scatola, ecc.), e non più di tre volte una porzione, pari a 100-150 grammi, di carne rossa. Il consumo di carne rossa, tuttavia, va sempre definito in base alle condizioni individuali di salute e alla necessità, ad esempio, di ferro e vitamina B12, di cui è un “fornitore” prezioso.

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