Auci: il mio bestseller scritto di notte

  • Stefania Auci

Stefania Auci, insegnante di sostegno in un istituto alberghiero in uno dei quartieri più disagiati di Palermo, 44 anni, moglie e madre, la notte, prima dell’alba, scrive. Tre anni di scrittura incessante, per partorire “I leoni di Sicilia” (Nord), fenomeno editoriale da 160.000 copie vendute sull’ascesa dei potentissimi Florio, famiglia di origini calabresi che arriva a Palermo a fine ‘700 e diventa la punta di diamante dell’imprenditoria siciliana tra miniere di zolfo, impianti metallurgici, tonnare.

Inizia a scrivere alle cinque meno un quarto...
«È l’unico momento in cui il computer è libero!».

Non ha mai pensato di dedicarsi solo alla scrittura e smettere di insegnare?
«Mai. Seguire i miei ragazzi, aiutarli nello studio mi fa star bene».

Che tipo di scrittrice è?
«Un’artigiana della parola. Termini come scrittore e autore lasciamoli a chi si è guadagnato questo nel lungo periodo…»

Nel libro  racconta donne molto coraggiose. Come ha individuato questi caratteri?
«Se si racconta una figura femminile del passato il rischio è creare personaggi anacronistici o piatti. Io volevo dar vita a un tipo di donna libera e figlia del suo tempo. Mi riferisco a Giulia, compagna di Vincenzo, un vero capitano d’industria.  Lei è una donna che  va oltre la sua posizione sociale mentre Giuseppina, moglie del capostipite, Paolo, rimane vincolata all’idea che la donna debba seguire il marito e stare in una struttura familiare improntata alla predominanza del maschio».

Questo è un libro su un’Italia coraggiosa. Che paese è il nostro oggi?
«C’è paura del nuovo, di mettersi in gioco, vedo un chiuderci a curare il nostro orticello col fucile spianato».
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife