Alla Festa del Cinema Travolta: «No, nessun rimpianto»

  • John Travolta The Fanatic

CINEMA La fila per vedere Interdependence, progetto che coinvolge 11 registi di ogni parte del mondo, realizzato da Art for The World e patrocinato dall’Onu, è stata una fila piena zeppa di ragazzi e ragazzini, un esercito giovanissimo per ricordare come stiamo uccidendo il mondo e il poco tempo che abbiamo per salvarlo. Mentre era una fila senza tempo, ogni fascia d’età rappresentata, quella per vedere John Travolta, arrivato alla Festa del Cinema per ricevere un premio per The Fanatic, storia di un cinefilo ossessionato dal suo attore preferito, «il mio personaggio più amato  di sempre – dice la star – riflette la mia passione di fan, perché io amo essere posseduto da qualcuno che amo. Mi piace essere un fan e non ho mai avuto paura dei miei fan. Neppure quando mi dicono che sono un simbolo di una generazione perché per me è fondamentale fare qualcosa che duri, è un privilegio far parte di un film senza tempo, dal Padrino a Pulp Fiction».

Cosi Travolta che pensa che oggi il suo Tony Manero di allora «ballerebbe il tango che oggi ballo anche io», che è  certo «di non essere un attore da fumetti della Marvel, anche se non ho nulla contro questo cinema» e che giura di non esser stato cambiato dal successo de La febbre del sabato sera: «Ero molto giovane ma l’ho preso come l’invito a creare di più, ciò che conta è avere un punto di vista che va al di là di te stesso, così ho detto no a American Gigolo, a Ufficiale e Gentiluomo, ma non ho nessun rimpianto».

 

 

SILVIA DI PAOLA

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