Orfani di femminicidio «Ho I soldi ma sono bloccati»

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«Ho 80 milioni di euro in cassa, ma finora ne ho erogati solo 350mila». È il grande cruccio del prefetto Raffaele Cannizzaro, commissario del comitato presso il ministero dell’Interno che delibera gli indennizzi  alle vittime di reati violenti, di mafia e agli orfani di femminicidio.

Com’è possibile prefetto?
«Le leggi sono due. Una è la legge sugli indennizzi e un limite ha riguardato gli importi previsti: finora si parlava di 8000 euro per tutti reati, femminicidi compresi, poco. E l’ostacolo è che per ottenerli occorre aver esperito infruttuosamente la procedura esecutiva nei confronti dell’autore del reato, iter lungo e costoso per le famiglie. Per questo appena mi sono insediato nel 2018 mi sono battuto per alzare gli indennizzi a 60mila euro più 10mila per spese sanitarie per i femminicidi e 25mila per le violenze sessuali. A giorni i ministeri competenti devono licenziare il nuovo regolamento e poi spero in un boom di richieste sui reati compiuti a partire dal 2005. Lo scriva».

C’è poi la legge  4 sugli orfani di femminicidio del 2018 su cui mancano ancora i regolamenti.
«Anche lì abbiamo a disposizione 10 milioni di euro all’anno ma senza regolamenti  restano in cassa: da quattro mesi abbiamo pronta la bozza, non è stato semplice per le ripetute correzioni per i continui aggiornamenti normativi, fino al Codice Rosso. Ora è al vaglio dei ministeri competenti e poi andrà in commissione, mi auguro in tempi brevi».

Quanti sono gli orfani?
«Non c’è un dato ufficiale, solo stime. Si parla di 2000. Sto cercando di colmare questa lacuna. La metà pensiamo siano maggiorenni. Ne teniamo conto. Abbiamo previsto borse di studio fino ai 30 anni, calcolando anche il disagio e quindi i tempi più lunghi prodotti dal trauma». 
PAOLA RIZZI
@paolarizzimanca

 

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