Recuperare l'innocenza con sogni e senso di realtà

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INTERVISTA New York, 2000. Kate e Ben si incontrano a una festa e s’innamorano in un mondo senza guerre dove una donna sta per diventare la prima presidente degli Stati Uniti. Kate si addormenta, e come ogni notte  sogna di essere Emilia Bassano, musicista e poetessa italiana nell’Inghilterra della fine del Cinquecento. Tormentata dal presagio di una città bruciata e distrutta, decide di salvare il mondo. Una storia d’amore, di universi alternativi, “I cieli” di Sandra Newman (Ponte alle Grazie, p. 252, euro 16,80) ha conquistato i lettori e la critica americana.

In che modo si uniscono la realtà del presente e il sogno onirico del passato in questo libro?
«Le cose che Kate fa in sogno cambiano il mondo nel quale lei si risveglia ogni mattina. Il tema è trattato in modo da renderci più consapevoli del fatto di quello che noi facciamo qui e oggi creerà il mondo in cui ci troveremo a vivere domani. È una chiamata alla presa di coscienza di questo, se vogliamo».

Cosa collega il nostro tempo con l’epoca elisabettiana?
«L’aumento dell’importanza della stampa in Europa nel Cinquecento mi richiama quello che sta succedendo oggi con la nostra esperienza su internet e sui altri media, e le conseguenze che questo ha sul nostro dialogo e sul nostro dibattito pubblico».

Qual è il senso del viaggiare nel tempo, in particolare per una donna?
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Il viaggio nel tempo, per una donna in particolare, equivale a una perdita di potere, anche se la protagonista del mio libro trova, nel suo tempo, modi per accrescere il proprio potere, come si accorgerà il lettore».

Che cosa abbiamo perduto e che cosa possiamo ancora salvare?
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Sicuramente nel mio libro, affronto il tema dell’innocenza perduta, quale che sia la definizione di innocenza. Per me una forma d’innocenza che senz’altro è andata perduta è il mondo naturale. Questo , nei termini in cui lo conoscevamo, non c’è più».

I sogni ci salvano? O ci salva la realtà?
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Io penso che ci salvino entrambe queste cose. Per natura, l’essere umano è una creatura fatta di sogno, di immaginazione.  Ma è evidente che è importante anche la realtà. Altrimenti non avremmo ridotto il mondo naturale intorno a noi nello stato in crisi ritrova».

ANTONELLA FIORI