La mamma su due ruote con l'atelier di cargo bike

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«La bicicletta è il futuro. E la bicicletta è femmina». Così racconta la sua passione diventata professione Antonella Pesenti, trentottenne nata a Lodi e oggi di base a Milano. Studi d’arte al liceo artistico e all’Accademia di Brera, un passato nel mondo della moda e oggi un presente da meccanico delle due ruote, con una decina di chilometri al giorno di pedalate.
Tutto nasce con un viaggio in Danimarca. «A Copenaghen vedo una mamma e i suoi figli in sella ad una cargo bike, e poi ne vedo tante altre. Così mi innamoro dell’idea», racconta Antonella, che torna in Italia e nel 2015 decide di aprire un atelier di cargo bike e di chiamarlo come sua figlia, Frida. Siamo in Ca’ Longa, cento metri quadrati nel cuore di Milano, tra Cenisio e corso Sempione, in un meraviglioso edificio di via Piero della Francesca. Oggi Fridabike, navigabile online su Fridabike.com, è un laboratorio con spazio di esposizione dedicato esclusivamente alla vendita e al noleggio di cargo bike.
«Si tratta di un mezzo furbo. Io non ho la macchina per una scelta ambientale e per i costi. Trovo senza senso  utilizzare i soldi per fare benzina. E poi la macchina a Milano è un ostacolo e uno stress. Cargo bike è un mezzo di trasporto completo. Col vano di carico arriva a trasportare fino a centocinquanta chili, più di una macchina», precisa Antonella.
Frida Bike è aperto ad eventi di ogni tipo, dalle presentazioni di libri ai mercatini e alle proiezioni cinematografiche. «Quando sono nati i miei due figli, per anni la bicicletta è rimasta in cantina. Poi ho capito che è possibile essere insieme mamma di due bimbi piccoli e ciclista. Basta avere una cargo bike», racconta Antonella, che col tempo ha imparato persino ad aggiustare queste speciali biciclette, a sostituirne i pezzi. Scoprendo di fatto un mestiere nuovo e intercettando l’entusiasmo di una appassionata community. «Nessuno a Milano aveva una cargo bike. Così ho creato la domanda e ho iniziato a radunare la comunità dei carghisti italiani, piccola e polverizzata su tutto il territorio nazionale. Ho fatto un gruppo Facebook per farli incontrare». Oggi riceve centinaia di richieste da ogni angolo d’Italia. «Uso tantissimo i social per farmi conoscere, Instagram in testa. Il segreto è specializzarsi in una nicchia. All’inizio può spaventare, ma se ci credi i clienti arrivano. E riesci a creare una vera e propria community».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti