Pereira: «Giulio Cesare? Resterete a bocca aperta»

  • Milano/Lirica

MILANO «Per la prima volta da quando guido la Scala non sarò presente alla prima, ma ci sarò per la seconda del “Giulio Cesare”». Parole di Alexander Pereira rispetto alla tomentata vicenda della messinscena del “Giulio Cesare in Egitto” di Haendel che debutterà il 18 ottobre al Teatro alla Scala. Dopo il rifiuto di Cecilia Bartoli, in seguito alla decisione di non confermare il sovrintendente, lo stesso Pereira annuncia un'opera che farà restare tutti «a bocca aperta». Sul palco, ci sarà Danielle De Niese, guidata dal regista Robert Carsen, diretta da Giovanni Antonini e affiancata dal controtenore Behiun Mehta.

 «Non si poteva mettere in scena “Giulio Cesare” ambientato al tempo dei romani o nel Settecento, quando fu scritto - spiega Carsen - Come registi vogliamo che il pubblico senta che la storia è ancora vitale ma vi assicuro: non è “Full Metal Jacket”».

La Cleopatra interpretata dalla De Niesse è una «donna con istinto politico, furba e capace di usare tutte le armi a sua disposizione» per riuscire ad ottenere tutto ciò che vuole. E di questa donna verranno proiettate anche quelle immagini cinematografiche entrate ormai nell'immaginario collettivo, da Vivien Leigh fino a Elizabeth Taylor.

Alexander Pereira, che da dicembre sarà alla guida del Maggio Fiorentino, non potrà partecipare alla prima perché seguirà la tournée della Scala in Cina, all'inaugurazione del festival di Shanghai con “Il flauto magico” e “La finta giardiniera”, prima opera eseguita in Cina con strumenti d'epoca. 

Rispetto invece al “progetto Haendel” - che prevedeva tre opere dedicate al compositore barocco - ci saranno alcuni cambiamenti: al posto di “Semele” andrà in scena “Agrippina” con il bene placido del nuovo sovrintendente Dominique Meyer.

PATRIZIA PERTUSO

 

 

 

 

 

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