Il braccialetto hi-tech dei fratelli giramondo

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Altro che parenti serpenti. Con i fratelli si gira il mondo, si fa business, ci si diverte, si innova. A Torino nasce un’impresa che vede impegnati due fratelli gemelli di 31anni e un terzo di 32: si tratta di Deed e di fatto sta ridisegnando l’esperienza attorno ad un braccialetto hi-tech. «Tutto nasce dalla tesi di laurea di mio fratello Edoardo in media interaction design. Così da quattro anni stiamo lavorando a questo oggetto chiamato Get e che rende tutto più semplice e accessibile», racconta Emiliano Parini, romano di nascita e oggi di base a Torino. In Deed lavorano sette persone più altre venticinque tra investitori e consulenti. Questa realtà è nata nel maggio 2016 nell'incubatore I3P del Politecnico di Torino e poi è stata accelerata a Milano da TIM WCAP.
Poche settimane fa si è concluso il crowdfunding su Kickstarter. Obiettivo raggiunto: 100.000 dollari di raccolta che consentiranno di avviare la produzione industriale del dispositivo dalle mani libere. Perché il braccialetto sfrutta la conduzione ossea per dire addio ad auricolari, altoparlanti, display: avvicinando l’indice all’orecchio è possibile ascoltare contenuti o rispondere a notifiche ed effettuare pagamenti. Una nuova esperienza uomo-macchina, insomma. «Abbiamo unito la tecnologia col design. Prima i wearable prevedevano l’utilizzo di siliconi e plastiche, noi invece abbiamo introdotto il tessuto. Il prodotto è pulito, minimale, senza schermi. Perché lottiamo contro la dipendenza da tutti gli schermi ai quali siamo incollati oltre dieci ore al giorno», dice Emiliano. Uno “smart bridge” adottato da alcune settimane anche dal museo Maxxi di Roma, che ha lanciato la sperimentazione in sostituzione delle classiche audioguide. «Abbiamo tutte le funzionalità di un fitness tracker e di uno smartphone. La voce e il movimento fisico saranno sempre più il nostro futuro».

 

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti