Achille Lauro: «Vado oltre i generi musicali»

  • Roma/Musica

ROMA «Sono nato nel ‘90. Ricordo che da bambino e poi da adolescente, la musica che ascoltavo creava emozioni talmente forti da diventare oggi un ricordo a tratti malinconico. Erano gli anni delle boy band, la musica dance anni ‘90 dominava i dancefloor di tutto il mondo, con quel sound inconfondibile e quel suo spirito libero ed euforico, emblema di una giovinezza spensierata. Erano gli anni in cui sono comparsi i Daft Punk, Corona, gli Eiffel 65 e Gigi D'Agostino...». 

Con queste parole Achille Lauro introduce la genesi di “1990”, il suo nuovo album di imminente pubblicazione, del quale l'artista romano darà qualche anticipazione nei due attesi concerti di venerdì (sold out) e sabato all'Atlantico Live.

«È un'anteprima del nuovo mood - spiega - che svelerò durante questo tour (che prende il nome da “Rolls Royce”, il brano che Lauro ha presentato nell'edizione 2019 del Festival di Sanremo, ndr). Non esiste più nulla per me, i generi musicali sono solo gabbiette per topi. Pop, punk, rock, grunge, musica contemporanea. Sono un'unica cosa. Sto tornando con un'anima intima, malinconica, che è parte della vita. Sto prendendo i ricordi di quando ero bambino, che sono la parte migliore di noi, quella che forse tutti nascondono. Quel dolce rimpianto che ci lega profondamente. “1990” sta arrivando. Il prossimo passo sarà volare negli USA per completarlo. Spero possa piacere quanto “Rolls Royce”».

STEFANO MILIONI

Articoli Correlati

Per Capodanno un pieno di musica

Tra i mille artisti coinvolti, anche Skin che si esibirà in un dj set al Circo Massimo

Jethro Tull, il grande rock

Stasera in concerto nella sala Santa Cecilia del Parco della Musica

Erica Mou “racconta” dieci grandi donne

In “Grazie dei Fiori” la pugliese, stasera all’Angelo Mai ritrae dieci donne, dalla Magnani alla Abramovic