Micaela Ramazzotti: «Ecco il Vivere di ogni donna»

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ROMA Lo ha sempre detto che «la famiglia è l'essenza della società» e dai tempi di “Mignon è partita” lo ha tradotto in film e non ha mai smesso. Sino ad oggi, sino a questo “Vivere” (scritto insieme a Paolo Virzì e Francesco Piccolo, da oggi in sala) in cui Francesca Archibugi semplicemente racconta la lotta quotidiana di una famiglia come tante, in cui molti si specchieranno.Chi sono i protagonisti?

Lui «è un giornalista freelance con nessun successo e pochi soldi da sempre,malato di solitudine e disperazione che tenta di sopportare con attimi di sollievo affidato al sesso, è disfunzionale a tutto, anche a se stesso, per me non è neppure giudicabile» racconta Adriano Giannini.

E lei «è una insegnante di danza che si fa in mille per conciliare lavoro, casa e una figlia di sei anni gravemente malata d'asma» aggiunge Micaela Ramazzotti,  la donna che regge tutta la famiglia e che l'attrice vede «come una persona che vive nel caos, che si concede molto agli altri e alla vita, una sintesi di molte donne, piena anche di negatività e a lei ho dato molte delle mie imperfezioni e delle mie paure».

«Guidata da Francesca - prosegue l'attrice - mi sono del tutto abbandonata nel personaggio come in una sorta di terapia e  l'ho trovata bellissima nella sua lotta per la sopravvivenza perché di questo parla il film, di come si ama, di come si smette di amare, di come tutto è in cambiamento. Dopo averlo visto vi accorgerete che non siete soli nelle vostre battaglie di ogni giorno».

SILVIA DI PAOLA