Bus dirottato Via al processo

  • Milano

Camicia grigia, pantaloni neri e un paio di occhiali da vista. Così si è presentato in aula Ousseynou Sy, il 47enne di origini senegalesi imputato di strage aggravata dalle finalità terroristiche, sequestro di persona, incendio, lesioni e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nel processo per il dirottamento dello scuolabus con a bordo 50 ragazzini e tre adulti dello scorso 20 marzo. Sy, per il quale i difensori non chiederanno la perizia psichiatrica,  durante l’udienza ha preso appunti su un quaderno. Nella prima fase dell’udienza c’è stata la costituzione di parti civile dei 50 bambini sequestrati, dei rispettivi genitori, dei due professori e della bidella oltre a quella del Comune di Crema. Il collegio delle prima Corte d'Assise ha accolto la richiesta di citazione a giudizio del responsabile civile nei confronti del ministero dell'Istruzione e di Autoguidovie, società proprietaria dello scuolabus e quindi entrambi potrebbero essere chiamati in causa in sede di risarcimento.  
In aula erano presenti anche alcuni genitori, tra cui  Khalid El Hamami, il padre di Adam, il ragazzino che con Ramy aiutò i carabinieri a fermare il dirottamento. «Adam diciamo che sta bene -ha detto il padre-  cerchiamo di fargli dimenticare ma non è facile». I legali hanno raccontato che i due professori di educazioni fisica che erano sul bus, ieri mattina in auto passando dal luogo dell’incendio si sono sentiti male. I bambini invece stanno seguendo un percorso accompagnato da psicologi per superare il truma.

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