Le donne “invisibili” di Karim Ainouz

  • La vita invisibile di Euridice Gusmao

CINEMA La vita distrutta dagli uomini. Da padri padroni, mariti aguzzini, fidanzati cialtroni, uomini ossessionati dal sesso. S’imbattono in tutto questo le due sorelle del bellissimo “La vita invisibile di Euridice Gusmao”, da oggi in sala e pronto a rappresentare il Brasile nella corsa agli Oscar 2020.

Lo firma Karim Ainouz che confessa: «L’idea del film è arrivata da qualcosa di personale. Ho perso mia madre nel 2015. Aveva 85 anni. Era una madre single e non è mai stato facile per lei. Sentivo che la sua storia e le storie di molte donne della sua generazione non erano state raccontate abbastanza ed erano in qualche modo invisibile. Poi ho letto il romanzo del 2015 di Martha Batalha che mi ha ispirato. Avevo sempre desiderato creare un melodramma che potesse essere rilevante per i nostri tempi. Ho cercato di rendere il genere contemporaneo, realizzando una sorta di melodramma tropicale».

 

SILVIA DI PAOLA