Dopo i galli a processo anche oche e anatre

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Dopo il gallo Maurice che cantava troppo presto in Bretagna, al centro di un caso giudiziario nazionale, a finire in tribunale sono una cinquantina di oche e anatre “troppo rumorose”. La stampa francese riferisce del processo aperto oggi a Dax ai danni degli uccelli allevati dalla 67enne Dominique Douthe a Soustons, nel cuore delle Landes, regione di produzione del noto foie gras. Nel comune di 7.600 abitanti, a dichiarare guerra a oche e anatre, parte integrante dei suoni e del paesaggio locale, sono i vicini di casa infastiditi dal “rumore incessante ed altri disturbi” causati dall’allevamento. Una controversia che dura da un anno ormai. 

Rumori.  “Dopo aver comprato la casa, il vicino è venuto a lamentarsi due volte a settimana da giugno a ottobre 2018”, ha riferito la proprietaria dell’allevamento. I suoi vicini, non identificati sui media, argomentano che “quando avevamo visitato la casa era inverno. Oche e anatre erano meno numerose quindi meno rumorose”. Inoltre accusano Douthe di inquinare l’ambiente in quanto l’allevamento si trova vicino a un corso d’acqua che si scarica in una zona classificata ‘Natura 2000’. “E’ il rispetto per la regolamentazione sull’ambiente vigente che ci ha spinto a portare avanti il caso: le regole devono essere rispettate da tutti”, sottolineano i vicini infastiditi.     Allertate le associazioni animalisti più importanti, tra cui ’30 milioni di amici’ e la Fondazione Brigitte Bardot. Una petizione lanciata dal ‘Comitato di sostegno delle anatre di Hardy’ ha raccolto in poche ore 5 mila firme. Molti dei residenti sono irritati da questa vicenda giudiziaria non giustificata, e ricordano ai vicini querelanti che “siamo nelle Landes e molte case hanno un angolo adibito all’allevamento del pollame”. Sulla sua pagina Facebook il sindaco di Soustons, Frédérique Charpenel, ha scritto che "qui, come altrove in Francia, è assolutamente necessario preservare le caratteristiche del mondo rurale, che si tratti di agricoltura, pesca, allevamento e caccia”.

Residenti.    Inoltre il sindaco ha criticato i nuovi residenti diffamatori “incapaci di integrarsi e che ci fanno perdere la nostra anima”. Per tagliare la testa al toro di fronte al crescente caso di denunce contro i suoni emessi da galli, rane, piccioni, e ora anatre e ocche, Bruno Dionis du Sejour, un contadino in pensione sindaco del villaggio di Gajac (sud-est), ha formalmente chiesto al governo di inserire gli animali rurali nell’elenco del patrimonio nazionale in modo che ottengano la tutela dello Stato.

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