L'Oasi del clochard chiude L'appello di Furlan dei City Angels

È un esperimento unico in Europa: un villaggio di 50 prefabbricati con una biblioteca, una mensa, un ambulatorio, un piccolo giardinetto, una colonia felina censita dalla Asl. Un’oasi per 170 persone senza dimora, metà italiani e gli altri di 20 etnie diverse, 25 donne, che da due anni qui hanno trovato accoglienza, in un’area di 5000 metri quadri in via Lombroso 99 di proprietà della Sogemi, che gestisce il vicino ortomercato. Ma ora l’esperimento dell’Oasi del clochard - così si chiama - si interrompe: la Sogemi rivuole l’area libera entro il 29 luglio perché interessata dai lavori di risistemazione dei mercati generali. «Abbiamo ricevuto una mail la settimana scorsa» dice un po’ amareggiato Mario Furlan, presidente dei City Angels che dall’inizio gestiscono il villaggio. Erano già stati preparati i volantini per la festa di Ferragosto che come ogni anno apriva le porte della struttura a ospiti esterni. «Sapevamo che prima o poi l’area sarebbe tornata alla Sogemi, ma di rinvio in rinvio la mail della settimana scorsa è arrivata un po’ inaspettata» aggiunge Furlan.
Lì fino a due anni e mezzo fa c’era un campo rom, poi chiuso. Nel gennaio 2017 i City Angels hanno vinto il bando per la gestione di un progetto temporaneo nell’area già destinata a rientrare nei piani di riqualificazione della Sogemi: «Era un luogo disastrato, l’abbiamo bonificato e ci abbiamo investito 100mila euro, abbiamo preso in affitto le casette, due le abbiamo comprate e ci lavoravano una  quindicina di operatori». Furlan ricorda i suoi corsi motivazionali, grazie ai quali qualcuno ha trovato la sua strada.
 Ora però l’urgenza è trovare un’alternativa per le persone. Dall’assessorato alle politiche sociali fanno sapere che entro il 29 luglio sarà disponibile la struttura di via Aldini, con 200 posti, che accoglierà i 50 ospiti del centro di via Graf, chiuso perchè vetusto e una parte di quelli di via Lombroso, i più fragili o con percorsi di reinserimento già avviati, almeno una cinquantina. «Quello che io spero è che si riesca a trovare un altro spazio, anche un po’ più piccolo, per continuare l’esperienza dell’Oasi - dice Furlan - ho fiducia che il Comune sostenga ancora questo progetto ma  faccio appello anche ai privati per uno spazio a Milano».

Majorino:«Un'esperienza bellissima, un modello da replicare»
«Quella dell’Oasi del clochard è stata, anni fa, un’idea mia e dell’assessore Granelli, ci abbiamo creduto e con i City Angels ne è nata una bellissima esperienza. Sapevamo che in quell’area era a termine, ma ora il Comune, ne sono certo farà di tutto per trovare spazi analoghi». Pierfrancesco Majorino, neoparlamentare europeo ieri era ancora formalmente assessore al welfare, prima di passare il testimone a Gabriele Rabaiotti, e rivendica la paternità del progetto su cui il Comune ha creduto al punto da investirci in questi anni almeno 1.400mila euro.
Intanto gli uffici dell’assessorato sono al lavoro per trovare un’altra area dove spostare il villaggio che sarà messa a bando come era avvenuto per quella di via Lombroso e continuare l’esperimento.  

PAOLA RIZZI
@paolarizzimanca

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