Codice rosso è legge Priorità per le denunce di violenza

  • Violenza sulle donne

Il Codice Rosso diventa legge. Le vittime di violenza domestica e di genere avranno una corsia preferenziale per le denunce, le indagini saranno più rapide e, soprattutto, i pm saranno obbligati ad ascoltare le vittime entro tre giorni. Una novità con la quale si vuole scongiurare un’attesa di mesi o anni prima di ricevere aiuto. È una vittoria per la ministra della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, che da anni si batte per l’approvazione del provvedimento con l’associazione Doppia Difesa fondata con Michelle Hunziker.

Con 197 voti a favore, nessun no e 47 astenuti il ddl 'codice rosso' incassa anche l'ultimo via libera del Senato. Varato dal Consiglio dei ministri a fine novembre del 2018, il testo del provvedimento prevede una 'corsia preferenziale' e un iter velocizzato per le denunce, ma poi è stato profondamente cambiato con l'aggiunta di numerosi articoli durante l'iter, come il reato di revenge porn., lo specifico reato di diffusione di video e immagini intime e private. Altra novita' rilevante il reato di sfregio del volto, che viene inserito nel codice penale, come i matrimoni forzati.

Corsia preferenziale Il ddl 'codice rosso' introduce una corsia veloce e preferenziale per le denunce e le indagini, alla stregua di quanto avviene nelle strutture di pronto soccorso per i pazienti più gravi. Per i reati sessuali, il ddl prevede che "la comunicazione della notizia di reato è data immediatamente anche in forma orale. Alla comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste". Il pubblico ministero ha tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato per assumere informazioni, con eccezioni se la vittima è un minore. Quanto alla polizia, deve agire "senza ritardo" per il compimento di tutti gli atti del pubblico ministero. Altra novità è l'allungamento dei tempi per sporgere denuncia: la vittima ha 12 mesi, non piu' solo 6, per sporgere denuncia dal momento della violenza sessuale subita.

Revenge Porn Introdotto un nuovo articolo nel codice penale, il 613 ter, subito dopo il reato di stalking. Nello specifico, si introduce il reato di "Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti". L'articolo prevede che chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche se separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla meta' se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. I

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