«Non sono un supereroe ma solo un uomo coraggioso»

  • Gerard Butler Attacco al Potere 3

CINEMA E riecco Mike Banning, agente dei servizi segreti e capo della sicurezza del Presidente Usa. Visto nel 1° Attacco al Potere intento a difendere la vita del presidentenel sequel a Londra alle prese con terroristi che vogliono eliminare i capi di Stato del mondo e oggi – in Attacco al Potere 3 – ingiustamente accusato. Sempre con gli occhi verdi di Gerard Butler (che reciterà accanto a Tom Hanks nel film di Baz Luhrmann su Elvis Presley) che cosi lo racconta: «Sono solo, spalle al muro, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a scagionarmi e, contemporaneamente, a salvare il Presidente».

Gerard Butler, cosa c’è di nuovo?
«Avremmo potuto continuare a spostare questo franchise in tutto il mondo ma sinceramente volevo più di quello per il 3° capitolo e ho cercato di portarlo in nuove direzioni».

Ovvero?
«Io e il regista Ric Roman Waugh ci siamo ispirati a cult come Il fuggitivo, The Bourne Identity e Taken. Qui Mike è lo stesso uomo nella stessa posizione, ma è un viaggio molto più profondo e oscuro. Ci sono ancora scene pazzesche e adrenaliniche ma nel film è come se lo spettatore vivesse dentro il personaggio».

Perché piace tanto Mike?
«Perché in un cinema pieno di supereroi lui è un uomo normale, solo molto coraggioso e forte. E, se hai un supereroe con una storia dietro e un grande Studio, il successo è ovvio ma è emozionante quando crei qualcosa da solo e quel qualcosa diventa un successo senza salire a bordo di qualche Major».

 

 

 

SILVIA DI PAOLA