«Ecco perché il pubblico s'innamora dei ladri spagnoli»

  • La casa di carta 3 Netflix

SERIE-TV L'avevano fatta franca: i ladri con le tute rosse e la maschera di Dalì che erano riusciti a derubare la zecca di Spagna tornano con la terza stagione di “La casa di carta”, serie dal 19 luglio su Netflix. Le avventure dei Robin Hood spagnoli sembrava conclusa dopo la fuga riuscita. Due anni dopo si stanno godendo i soldi ma qualcosa li costringe a tornare in azione, e la banda guidata dal Professore si riunisce per salvare uno di loro nei guai. Ecco cosa ci ha raccontato il cast ospite a Milano.

Ursula Corbero, il suo personaggio continua a combinare guai.
«Non è colpa di Tokio! È colpa del suo capo, il Professore che ha pensato bene di lasciarla su un'isola deserta per 2 anni. Ti pare che una come lei possa restarsene tranquilla?».

Miguel Herran, cosa farà il suo personaggio questa volta?
«Rio ama Tokio così tanto che per lei farebbe qualsiasi cosa, ma questa volta in particolare farà davvero una grossa stupidaggine».

Esther Acebo, il tema dell'emancipazione femminile è importante in La casa di carta: cosa puoi dirci di questo in rapporto a Monica.
«Monica non è più un ostaggio, è diventata anche lei una ladra. Ora il suo soprannome è Stoccolma e la sua parabola nella terza stagione è molto interessante. Prima che partner e moglie è una donna e vuole dimostrare di poter prendere le redini della sua vita partecipando al nuovo colpo, anche se avere un figlio complica le cose».

Alba Flores, Nairobi e il femminismo?
«Il mio personaggio nella seconda stagione cercava di imporre il matriarcato sopra al maschilismo. La serie non è particolarmente femminista ma ha donne molto forti. Sono donne indipendenti che fanno le cose senza l'aiuto degli uomini, come nella realtà».

Esther, nella realtà le maschere di Salvador Dalì sono diventate simbolo della Resistenza, Ve lo aspettavate?
«Non ce lo aspettavamo proprio. Il clamoroso successo della serie, la più vista su Netflix non in lingua inglese, ha lanciato la maschera come simbolo di rivoluzione. Il punto è che La casa di carta rende affascinanti individui che rubano, una cosa che il mio personaggio Monica sa bene perché per amore di uno di loro, Denver, è diventata un membro della banda. Ci si può innamorare di questi personaggi, questo perché sono autentici».
 

Durante la serie risuona spesso la canzone Bella ciao.
«La canzone anti fascista oggi è molto attuale: le persone in Italia, Spagna, Sudamerica sono stufe delle banche, dei politici corrotti e degli abusi dei governi. I nostri personaggi sono amati perché sono come Robin Hood: rubano a quei ricchi che hanno accumulato tutti i soldi per sé».

 

 

L. N.