Ue, von der Leyen presidente della Commissione

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Via libera sul filo del Parlamento europeo alla nomina di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. La ministra tedesca è stata eletta con soli nove voti in più della maggioranza necessaria. La von der Leyen, ha informato il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, è stata eletta dal Parlamento a Strasburgo con 383 voti a favore (51,27%), su una maggioranza necessaria di 374 voti, con 327 voti contrari, 22 astensioni e una scheda nulla. I votanti sono stati 733. Jean Claude Juncker era stato eletto con 422 voti, pari al 56,19%, José Manuel Barroso, al suo secondo mandato aveva ottenuto il 51,9%.
La tedesca è la prima donna a ricoprire questo ruolo. I deputati europei valuteranno le competenze dei nuovi commissari nelle audizioni che si svolgeranno la prima settimana di ottobre, poi la nuova commissione europea dovrà ricevere l’investitura del Parlamento europeo a Strasburgo nella sessione plenaria tra il 21 e il 24 ottobre. «Voglio una Commissione che lavori per rafforzare l’Europa», ha detto la presidente eletta, rispondendo a una domanda sulla possibile nomina di commissari euroscettici da parte di governi populisti come in Italia. «L’Europa è necessaria in questo mondo che cambia rapidamente. Sono profondamente convinta che facciamo meglio quando lavoriamo insieme». Nel suo discorso la von der Leyen, poliglotta, democristiana, madre di sette figli ed europeista, aveva sottolineato diversi aspetti: l’impengo per l’ambiente (ma i Verdi ugualmente non l’hanno votata), un salario minimo europeo, il controllo comune dell’immigrazione. 
Il discorso. “Solo una cosa è importante, l'Europa va rafforzata. Chi la vuole far fiorire mi avrà dalla sua parte, chi vuole indebolirla troverà in me una dura nemica". Ursula von der Leyen porge all’aula di Strasburgo il suo più marcato profilo europeista per convincere il Parlamento ad appoggiare la sua candidatura come prossima presidente della Commissione europea. In un intervento di 15 minuti, applaudito più volte, von der Leyenconcede tutte le aperture possibili alla componente socialista e liberale dell’emiciclo, così come annunciato alla vigilia, cercando di strappare il consenso delle due forze decisive per ottenere una maggioranza filo-europea nella prossima legislatura. Von der Leyen fa ampie concessioni anche ai Verdi

Aperture a socialisti e verdi. Nel suo intervento la ministra tedesca, che apre omaggiando Simone Veil prima presidente donna del Parlamento europeo, mette sul tavolo tutti gli argomenti necessari ad attirare i voti dei gruppi a cui si rivolge: dalla parità di genere al rispetto dello Stato di diritto, dal salario minimo alla proroga di Brexit alla necessità di salvare i migranti in mare pur rafforzando le frontiere esterne della Ue.

Economia. Sui temi economici von der Leyen parla di economia sociale di mercato, ribadisce che che “dobbiamo lavorare nell’ambito del patto di stabilità e crescita, per utilizzare tutta la flessibilità permessa dalle regole”, mentre ai Verdi promette nei primi cento giorni di mandato di realizzare un ‘Green deal’ per l’Europa e l’impegno a lungo termine per raggiungere la ‘neutralità climatica’ entro il 2050. Inoltre promette di triplicare il budget dedicato al programma per gli scambi universitari Erasmus nel prossimo bilancio pluriennale europeo.

Gli italiani. Berlusconi e Zingaretti si sono congratulati conla neoeletta, mentre la votazione ha aperto una nuova crepa nel governo gialloverde. I 5 Stelle infatti hanno deciso di votare a favore dell’erede della Merkel, mentre la Lega ha votato contro. E anzi ha accusato gli alleati italiani di portate avanti uninciucio M5S-Pd, che dall’Europa potrebbe preludere a una nuova configurazione politica anche in Italia. «Senza i nostri voti, determinanti, oggi saremmo davanti a una crisi istituzionale senza precedenti in Europa. Siamo stati ago della bilancia», recita invece una nota del M5S all’Europarlamento.

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